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Il Natale ci invita a fissare l’evento che ha portato nel mondo la tenerezza di Dio

Discorso di Papa Francesco agli organizzatori e agli artisti del concerto di Natale.

«Il Natale ci invita a fissare lo sguardo sull’evento che ha portato nel mondo la tenerezza di Dio […] e così ha suscitato e continua a suscitare gioia e speranza. Tenerezza, gioia, speranza: sentimenti e atteggiamenti che anche voi artisti sapete ravvivare e diffondere con i vostri talenti.»

Nel discorso di ieri per il concerto di Natale, che verrà registrato oggi, Papa Francesco si rivolge così agli artisti, individuando tre parole fondamentali. La prima, la tenerezza, nasce dall’amore ed è il suo linguaggio e si esprime con gesti semplici, come una carezza. La si vede in Maria che abbraccia il bimbo appena nato, in Giuseppe che custodisce la propria famiglia, nei pastori che si commuovono davanti a un neonato. Nel presepe, come pensato da san Francesco d’Assisi, tutto è permeato dal senso di stupore e di amore che porta alla tenerezza.

L’amore che traspare in queste scene genera sempre gioia, come accade nella vita quotidiana quando il sorriso di un bimbo scioglie anche i cuori più induriti. Anche gli artisti portano gioia offrendo le proprie qualità, soprattutto se con iniziative che danno speranza ai bisognosi e aiutano ad aprire il cuore per non dimenticare chi soffre.

Infine, c’è la speranza che si è accesa nella grotta di Betlemme, una luce che deve far riscoprire all’umanità il senso di fraternità e solidarietà. In un momento storico caratterizzato da una cultura dello scarto che impedisce il dialogo e l’inclusione, gli artisti devono contribuire a creare una fratellanza, perché davanti all’arte non ci sono amici e nemici, siamo tutti uguali, tutti amici, tutti fratelli.

Leggi qui il testo completo del discorso

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