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Le fedi e la scienza ci dicono che nel mondo tutto è connesso

Discorso di Papa Francesco e appello comune all’incontro “Fede e scienza: verso COP26”.

Per Papa Francesco, il dialogo tra fede e scienza si deve basare su uno sguardo di interdipendenza e condivisione, sul motore dell’amore e sulla vocazione al rispetto. Lo ha detto nel discorso presentato all’incontro “Fede e scienza: verso COP26” promosso dalle ambasciate di Gran Bretagna e Italia e dalla Santa Sede, nel quale ha poi spiegato questi concetti. Partendo dalla necessaria consapevolezza che nel mondo tutto è intimamente connesso, bisogna riconoscere che nessuna creatura basta a sé stessa e ognuna esiste solo collegata alle altre per completarsi vicendevolmente.

«Riconoscere che il mondo è interconnesso significa non solo comprendere le conseguenze dannose delle nostre azioni, ma anche individuare comportamenti e soluzioni che devono essere adottati con sguardo aperto all’interdipendenza e alla condivisione. Non si può agire da soli, è fondamentale l’impegno di ciascuno per la cura degli altri e dell’ambiente, impegno che porti al cambio di rotta così urgente e che va alimentato anche dalla propria fede e spiritualità. Per i cristiani, lo sguardo dell’interdipendenza sgorga dal mistero stesso del Dio Trino.»

Questo impegno, dice il pontefice, va sollecitato continuamente dal motore dell’amore, il quale, tuttavia, va ravvivato giorno per giorno anche grazie alle fedi e alle tradizioni spirituali. La sfida è quella di contrastare quella cultura dello scarto che sembra prevalere nella nostra società e sradicare i semi dei conflitti che provocano le gravi ferite che infliggiamo ai popoli e all’ambiente. Mai come oggi l’umanità ha avuto tanti mezzi per raggiungere tale obiettivo, sia sul piano dell’esempio e dell’azione che su quello dell’educazione.

«L’amore è specchio di una vita spirituale vissuta intensamente. Un amore che si estende a tutti, oltre le frontiere culturali, politiche e sociali; un amore che integra, anche e soprattutto a beneficio degli ultimi, i quali spesso sono coloro che ci insegnano a superare le barriere dell’egoismo e a infrangere le pareti dell’io.»

Per mettere in pratica questa cura occorre il rispetto del creato, del prossimo, di sé stessi e nei confronti del Creatore, ma anche quello reciproco tra fede e scienza. Quest’ultimo non deve essere un mero riconoscimento astratto e passivo, ma una connessione empatica e attiva nel percorrere un viaggio comune. Dopo aver dato queste tre chiavi di lettura, Papa Francesco ha chiesto alla conferenza sui cambiamenti climatici COP26 che si terrà a Glasgow di offrire risposte efficaci alla crisi ecologica senza precedenti e alla crisi di valori in cui viviamo, così da offrire una speranza concreta alle generazioni future.

Leggi qui il testo completo del discorso

Leggi qui l’appello congiunto

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