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Le parole di Dante danno slancio al nostro cammino di speranza

La nuova lettera apostolica “Candor lucis aeternae” di Papa Francesco dedicata al Sommo poeta.

Ieri si è tenuto il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri, che quest’anno è stata celebrata in maniera particolarmente intensa visto che ricorrono i settecento anni dalla morte del Sommo poeta (1321-2021). Il 25 marzo è anche il giorno della solennità dell’Annunciazione del Signore e per l’occasione Papa Francesco ha reso pubblica una nuova lettera apostolica dedicata proprio a Dante e intitolata Candor lucis aeternae (Splendore della luce eterna).

Il pontefice ricorda che, nella Firenze del Trecento, questa data corrispondeva all’inizio del nuovo anno secondo il computo ab Incarnatione. Essa, vicina all’equinozio di primavera e in prospettiva pasquale, era associata sia alla creazione del mondo sia alla redenzione operata da Cristo sulla croce. La ricorrenza invitava dunque a contemplare il disegno d’amore di Dio, che è proprio il cuore e la fonte ispiratrice della Divina Commedia. Nell’opera più famosa di Dante si ricorda anche l’evento dell’Incarnazione: nel Paradiso san Bernardo dice: «Nel ventre tuo si raccese l’amore, / per lo cui caldo ne l’etterna pace / così è germinato questo fiore» (Par. XXXIII, 7-9). Già nel Purgatorio viene descritta la scena dell’Annunciazione scolpita su una balza rocciosa (X, 34-37.40-45).

Nell lettera apostolica su Dante, che per il Papa ha saputo esprimere molto meglio di tanti altri la profondità del mistero di Dio e dell’amore, vengono innanzitutto ricordate le parole dei pontefici dell’ultimo secolo sull’Alighieri. Si prosegue con la discussione di alcuni momenti della sua vita come paradigmi della condizione umana, una riflessione sulla missione del poeta quale profeta di speranza e una descrizione di Dante quale cantore del desiderio umano, della misericordia di Dio e della libertà umana. Nel documento vengono poi trattati l’immagine dell’uomo nella visione di Dio, le tre donne della Commedia Maria, Beatrice e Lucia e, infine, la figura di san Francesco. Nella conclusione, dedicata all’importanza di accogliere la testimonianza di Dante, Papa Francesco scrive:

«Cosa può comunicare a noi, nel nostro tempo? […] Dante […] ci chiede di essere ascoltato, di essere in certo qual modo imitato, di farci suoi compagni di viaggio, perché anche oggi egli vuole mostrarci quale sia l’itinerario verso la felicità, la via retta per vivere pienamente la nostra umanità, superando le selve oscure in cui perdiamo l’orientamento e la dignità. […] Il suo è un messaggio che può e deve renderci pienamente consapevoli di ciò che siamo e di ciò che viviamo giorno per giorno nella tensione interiore e continua verso la felicità, verso la pienezza dell’esistenza, verso la patria ultima dove saremo in piena comunione con Dio, Amore infinito ed eterno.»

Leggi qui il testo completo della lettera apostolica Candor lucis aeternae

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