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Come dopo la II Guerra mondiale servono azioni solidali e lungimiranti

Messaggi di Papa Francesco in occasione della conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici a Glasgow.

In occasione della conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici (COP26) che si sta tenendo a Glasgow, Papa Francesco ha inviato un audio messaggio al programma “Thought for the day” di BBC Radio, nel quale ha rivolto agli ascoltatori un appello per uscire dall’attuale drammatica situazione che ha messo a nudo la vulnerabilità di tutti e fatto crollare le nostre sicurezze. Stiamo vivendo una serie di crisi – sanitarie, ambientali, alimentari, economiche, sociali, umanitarie, etiche – fortemente interconnesse e capaci insieme di sgretolare la nostra società. Per questo, occorrono scelte radicali non facili per ripensare il futuro della nostra casa comune. L’isolamento, il protezionismo e lo sfruttamento devono essere messi da parte in favore di una profonda conversione, non solo in senso spirituale.

«Quest’ultima via è la sola che conduce verso un orizzonte “luminoso” e può essere perseguita solo attraverso una rinnovata corresponsabilità mondiale, una nuova solidarietà fondata sulla giustizia, sulla condivisione di un comune destino e sulla coscienza dell’unità della famiglia umana, progetto di Dio per il mondo. Si tratta di una sfida di civiltà a favore del bene comune e di un cambiamento di prospettiva, nella mente e nello sguardo, che deve porre al centro di ogni nostra azione la dignità di tutti gli esseri umani di oggi e di domani.»

Leggi qui il testo completo dell’audio messaggio

Il pontefice ha infine esortato i decisori politici riuniti a Glasgow a essere consapevoli che l’umanità non ha mai avuto tanti mezzi per giungere a tale obiettivo quanti ne ha oggi. Al presidente della COP26, Alok Sharma, Papa Francesco ha poi rivolto un messaggio in cui ha detto che la pandemia e i cambiamenti climatici non ci lasciano alternative: bisogna agire tutti insieme partendo dagli errori fatti nel passato, anche perché gli obiettivi sono ancora lontani. Il nuovo stile di vita dovrà riguardare aspetti che vanno dai comportamenti quotidiani agli investimenti economico-finanziari, per creare una civiltà che possa realmente salvaguardare la dignità della vita in un pianeta abitabile.

«La ferite portate all’umanità dalla pandemia da Covid-19 e dal fenomeno del cambiamento climatico sono paragonabili a quelle derivanti da un conflitto globale. Così come all’indomani della seconda guerra mondiale, è necessario che oggi l’intera comunità internazionale metta come priorità l’attuazione di azioni collegiali, solidali e lungimiranti. […] In tale prospettiva, particolare cura va rivolta alle popolazioni più vulnerabili, verso le quali è stato maturato un “debito ecologico”, connesso sia a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ambientale, sia all’uso sproporzionato delle risorse naturali del proprio e di altri Paesi.»

Leggi qui il testo completo del messaggio

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