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Ambiente: non c’è più tempo per aspettare, bisogna agire

I messaggi di Papa Francesco ai giovani di Youth4Climate e all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Ieri Papa Francesco ha inviato due messaggi su tematiche ambientali: uno rivolto ai partecipanti al seminario promosso dall’Italia nell’ambito della “Youth4Climate: driving ambition”, uno ai presenti all’evento dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa “Environment and human rights: Right to safe, healthy and sustainable environment”. Ai giovani riuniti a Milano ha rivolto un ringraziamento per il fatto che si stiano preoccupando tanto delle relazioni umane quanto della cura dell’ambiente, mettendo in crisi il mondo degli adulti. Inoltre, li ha incoraggiati a unire gli sforzi mediante un’ampia alleanza educativa per formare generazioni capaci di ricostruire il tessuto delle relazioni di modo che possiamo giungere a una umanità più fraterna.

«Le soluzioni tecniche e politiche non sono sufficienti se non sono sostenute dalla responsabilità di ogni membro e da un processo educativo che favorisca un modello culturale di sviluppo e di sostenibilità incentrato sulla fraternità e sull’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente. Ci dev’essere armonia tra le persone, uomini e donne, e l’ambiente. Non siamo nemici, non siamo indifferenti. Facciamo parte di questa armonia cosmica.»

Leggi qui il testo completo del messaggio

Al Consiglio d’Europa il pontefice ha detto che non c’è più tempo per aspettare, che bisogna agire con ogni strumento che rispetti i diritti umani e i principi della democrazia e dello stato di diritto. Infatti, bisogna garantire a ogni persona la possibilità di vivere con dignità e di svilupparsi integralmente. Se invece l’essere umano si pensa come il signore dell’universo e non come il suo amministratore responsabile, ogni spreco, ogni abuso viene giustificato e tratta i suoi simili e la natura come meri oggetti.

«Già gli antichi dicevano: “Esse oportet ut vivas, non vivere ut edas” – “Si deve mangiare per vivere, non vivere per mangiare”. Si deve consumare per vivere, non vivere per consumare. E soprattutto mai si deve consumare sfrenatamente, come accade oggi. Ognuno deve usare della terra ciò che serve al proprio sostentamento. Tutto è collegato, e come famiglia delle nazioni dobbiamo avere una comune preoccupazione […]. C’è bisogno, pertanto, di un reale cambiamento di rotta, di una nuova coscienza del rapporto dell’essere umano con sé stesso, con gli altri, con la società, con il creato e con Dio.»

Leggi qui il testo completo del messaggio

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