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La fratellanza è la frontiera sulla quale oggi dobbiamo costruire

Messaggio di Papa Francesco per la prima Giornata internazionale della fratellanza umana.

Si è svolta ieri la prima Giornata internazionale della fratellanza umana, due anni dopo la firma ad Abu Dhabi del Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune da parte di Papa Francesco e del Grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb. D’ora in poi, sarà celebrata il 4 febbraio di ogni anno, come stabilito all’unanimità dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Alla cerimonia, organizzata sempre dallo sceicco della capitale degli Emirati Arabi Uniti Mohammed Bin Zayed, il pontefice, chiamato dal Grande imam «mio fratello Papa Francesco, amico sulla via della fraternità e della pace», ha inviato un videomessaggio, dove a sua volta ha definito il leader mondiale per l’islam sunnita «mio compagno di sfide e di rischi nella lotta per la fratellanza». Nel discorso, che inizia con l’invocazione sorelle e fratelli, egli ha detto:

«Oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani, con la distanza, con la non-curanza, col disinteresse. O siamo fratelli […], o crolla tutto. È la frontiera. La frontiera sulla quale dobbiamo costruire; è la sfida del nostro secolo, è la sfida dei nostri tempi. Fratellanza vuol dire mano tesa; fratellanza vuol dire rispetto. Fratellanza vuol dire ascoltare con il cuore aperto. Fratellanza vuol dire fermezza nelle proprie convinzioni. Perché non c’è vera fratellanza se si negoziano le proprie convinzioni.»

Il Papa ricorda che siamo fratelli perché, nonostante culture e tradizioni diverse, nati da uno stesso Padre. La fratellanza va quindi costruita con il rispetto e l’ascolto, non negoziandola. L’accettazione sincera di questa condizione permette di fare una distinzione: o ci diciamo fratelli, o ci diciamo nemici, perché non si può essere semplicemente fratelli o non fratelli. La noncuranza, infatti, è una forma molto sottile d’inimicizia, un atteggiamento che porta a guardare altrove e a non curarsi dell’altro come se non esistesse. Non c’è bisogno di una guerra per creare dei nemici.

La Giornata è stata anche l’occasione di presentare i vincitori del primo Premio Zayed per la fratellanza umana, selezionati da una giuria indipendente con membri provenienti da trenta Paesi. Il primo è António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite dal 2017, la seconda Latifa Ibn Ziaten, fondatrice dell’Association Imad pour la jeunesse et la paix, con la quale in Francia, dopo aver perso un figlio in un atto di terrorismo, si occupa di giovani e pace. Nel ringraziarla, Papa Francesco ha sottolineato come lei sia riuscita a plasmare la propria vita rifuggendo il risentimento e inseguendo concretamente l’ideale della fratellanza.

Leggi qui il testo completo del messaggio