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La fame non è solo una tragedia, ma anche una vergogna

Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2020.

«Per l’umanità la fame non è solo una tragedia ma anche una vergogna. È provocata, in gran parte, da una distribuzione diseguale dei frutti della terra, a cui si aggiungono la mancanza di investimenti nel settore agricolo, le conseguenze del cambiamento climatico e l’aumento dei conflitti in diverse zone del pianeta. D’altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Dinanzi a questa realtà, non possiamo restare insensibili o rimanere paralizzati. Siamo tutti responsabili.»

Lo ha detto Papa Francesco nel suo messaggio di venerdì rivolto al direttore generale della FAO in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2020, sottolineando la necessità di agire congiuntamente e con volontà ferma. D’altronde, non basta produrre cibo, ma serve anche garantire che i sistemi alimentari siano sostenibili e offrano diete salutari e accessibili a tutti. Occorrono quindi soluzioni innovative, perché, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi decenni, il numero degli individui che lottano contro la fame e l’insicurezza alimentare sta crescendo, aggravato dall’attuale pandemia. Il pontefice ha chiuso il suo intervento facendo appello alla politica e ai governi:

«La crisi attuale ci dimostra che occorrono politiche e azioni concrete per sradicare la fame nel mondo. A volte le discussioni dialettiche o ideologiche ci allontanano dal raggiungimento di questo obiettivo e permettiamo che nostri fratelli e sorelle continuino a morire per mancanza di cibo. Una decisione coraggiosa sarebbe costituire con i soldi che s’impiegano nelle armi e in altre spese militari un fondo mondiale per poter eliminare definitivamente la fame e contribuire allo sviluppo dei Paesi più poveri. In tal modo si eviterebbero molte guerre e l’emigrazione di tanti nostri fratelli e delle loro famiglie che si vedono costretti ad abbandonare la propria casa e il proprio paese per cercare una vita più dignitosa.»

Leggi qui il testo completo del messaggio

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