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Gli anziani sono chiamati a essere artefici della rivoluzione della tenerezza

Messaggio di Papa Francesco per la seconda Giornata mondiale dei nonni e degli anziani.

È dedicato alla buona notizia del versetto del salmo 92 «Nella vecchiaia daranno ancora frutti» (v. 15) il messaggio di Papa Francesco per la seconda Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebrerà il 24 luglio 2022. È un vero e proprio “vangelo” che va controcorrente rispetto a ciò che il mondo pensa di questa età della vita e all’atteggiamento rassegnato di alcuni avanti con gli anni. A molti l’anzianità fa paura, guardata come una sorta di malattia con la quale non avere niente a che fare. È la cultura dello scarto, che fa sentire estranei alla fragilità e autorizza a vivere separati da essa. Certo, nessuno ci prepara ad affrontare la vecchiaia, in una società in cui vige il mito dell’eterna giovinezza. Prosegue il pontefice:

«Così sale al cielo la preghiera del salmo: “Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia, / non abbandonarmi quando declinano le mie forze” (71,9). Ma lo stesso salmo – che rintraccia la presenza del Signore nelle diverse stagioni dell’esistenza – ci invita a continuare a sperare: venuta la vecchiaia e i capelli bianchi, Egli ci darà ancora vita e non lascerà che siamo sopraffatti dal male. Confidando in Lui, troveremo la forza per moltiplicare la lode (cfr vv. 14-20) e scopriremo che diventare vecchi non è solo il deterioramento naturale del corpo o lo scorrere ineluttabile del tempo, ma è il dono di una lunga vita. Invecchiare non è una condanna, ma una benedizione!».

Gli anziani devono quindi imparare a condurre una vecchiaia attiva, anche dal punto di vista spirituale, coltivando il rapporto con Dio e le relazioni con la famiglia, i figli, i nipoti, come pure con le persone bisognose. Questo atteggiamento aiuta a non sentirsi inutili e meri spettatori della vita, a dare il proprio contributo con una sensibilità che i più giovani non hanno. Ciò porta a un cambiamento profondo, che contribuisce alla rivoluzione della tenerezza. Uno dei compiti dei nonni, continua il Papa, è insegnare alle donne e gli uomini di oggi a vedere gli altri con lo stesso sguardo comprensivo e tenero che si rivolge ai nipoti. Questa umanità nel prendersi cura del prossimo potrebbe essere scambiata per debolezza, ma bisogna ricordare che saranno i miti, non i prevaricatori, a ereditare la terra (cfr Mt 5,5).

Un altro loro compito è quello di custodire il mondo, perché nel corso della vita si è imparato che non ci si salva da soli e la felicità è un pane che si mangia insieme. Questa testimonianza, sempre più necessaria, deve essere indirizzata verso coloro che si illudono di trovare la realizzazione personale e il successo nella contrapposizione. Gli anziani sono dunque chiamati a essere artefici attivi della rivoluzione della tenerezza, per liberare insieme il mondo dall’ombra della solitudine e dal demone della guerra. Ma tutti devono ricordarsi che essi non deve essere lasciati soli e che far loro visita è un’opera di misericordia del nostro tempo.

Leggi qui il testo completo del messaggio

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