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Le persone con disabilità siano soggetti attivi della pastorale

Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità di giovedì, Papa Francesco ha inviato un messaggio di vicinanza a quanti stanno vivendo situazioni di particolare difficoltà durante la pandemia. Nella sua riflessione, ha fatto riferimento alla parabola evangelica della casa costruita sulla roccia o sulla sabbia (Mt 7,24-27 e Lc 6,47-49) per parlare della diffusa cultura dello scarto, identificabile con la pioggia, i fiumi e i venti che minacciano l’abitazione.

«Da tale cultura sono colpite soprattutto le categorie più fragili, tra le quali vi sono le persone con disabilità. Negli ultimi cinquant’anni sono stati compiuti passi importanti, a livello sia delle istituzioni civili sia delle realtà ecclesiali. È cresciuta la consapevolezza della dignità di ogni persona, e questo ha portato a fare scelte coraggiose per l’inclusione di quanti vivono una limitazione fisica o/e psichica. Eppure, a livello culturale, permangono ancora troppe espressioni che di fatto contraddicono questo orientamento. Si riscontrano atteggiamenti di rifiuto che, anche a causa di una mentalità narcisistica e utilitaristica, sfociano nell’emarginazione, non considerando che, inevitabilmente, la fragilità appartiene a tutti.»

L’attuale crisi sanitaria ha acuito le disparità che caratterizzano il nostro tempo a discapito dei più deboli. Per questo, continua il pontefice, una prima roccia su cui edificare la nostra casa comune è l’inclusione. Ciò vale non solo per tutte le istituzioni civili, ma anche per quelle ecclesiastiche, che devono aggiornare i propri strumenti per la trasmissione della fede anche mediante le nuove tecnologie, incoraggiare sacerdoti, seminaristi, religiosi, catechisti e operatori pastorali a formarsi in relazione con la disabilità e far impegnare le comunità parrocchiali ad accogliere i disabili e le loro famiglie tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche e azioni di solidarietà e servizio.

«Per ricostruire meglio la nostra società, bisogna che l’inclusione dei soggetti più fragili comprenda anche la promozione della loro partecipazione attiva. Anzitutto, ribadisco con forza il diritto delle persone con disabilità di ricevere i Sacramenti come tutti gli altri membri della Chiesa. Tutte le celebrazioni liturgiche della parrocchia dovrebbero essere accessibili affinché ciascuno, insieme ai fratelli e alle sorelle, possa approfondire, celebrare e vivere la propria fede. […] Anche le persone con disabilità, nella società come nella Chiesa, chiedono di diventare soggetti attivi della pastorale, e non solo destinatari. […] Pertanto, anche la presenza di persone con disabilità tra i catechisti, secondo le loro proprie capacità, rappresenta una risorsa per la comunità.»

Leggi qui il testo completo del messaggio

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