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Il tuo poco è tanto agli occhi di Gesù se non lo tieni per te

L’omelia di Papa Francesco per la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

“Tutto parte dalla benedizione: le parole di bene generano una storia di bene. Lo stesso accade nel Vangelo. […] Perché benedire fa bene? Perché è trasformare la parola in dono. Quando si benedice, non si fa qualcosa per sé, ma per gli altri. Benedire non è dire belle parole, non è usare parole di circostanza: no; è dire bene, dire con amore. Così ha fatto Melchisedek, dicendo spontaneamente bene di Abramo, senza che questi avesse detto o fatto qualcosa per lui. Così ha fatto Gesù, mostrando il significato della benedizione con la distribuzione gratuita dei pani.”

Nell’omelia della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo celebrata presso la parrocchia di Santa Maria Consolatrice a Casalbertone (Roma), Papa Francesco ha voluto riscoprire due verbi semplici, essenziali per la vita di ogni giorno: dire e dare. Il dire di Melchisedek e di Gesù è benedire. È importante che i pastori si ricordino di benedire il popolo di Dio, anche per contrastare la facilità con cui oggi si fa il contrario: si maledice, si disprezza, si insulta.

“Al dire segue il dare, come per Abramo che, benedetto da Melchisedek, «diede a lui la decima di tutto» (Gen 14,20). Come per Gesù che, dopo aver recitato la benedizione, dava il pane perché fosse distribuito, svelandone così il significato più bello: il pane non è solo prodotto di consumo, è mezzo di condivisione. Infatti, sorprendentemente, nel racconto della moltiplicazione dei pani non si parla mai di moltiplicare. Al contrario, i verbi utilizzati sono spezzare, dare, distribuire (cfr Lc 9,16). Insomma, non si sottolinea la moltiplicazione, ma la con-divisione. È importante: Gesù non fa una magia, non trasforma i cinque pani in cinquemila per poi dire: «Adesso distribuiteli». No. Gesù prega, benedice quei cinque pani e comincia a spezzarli, fidandosi del Padre. E quei cinque pani non finiscono più. Questa non è magia, è fiducia in Dio e nella sua provvidenza.”

Non è l’avere, ma il dare il verbo di Gesù. L’economia del Vangelo, opposta a quella dell’accumulo e dell’aumento dei guadagni che domina l’oggi, moltiplica condividendo e nutre distribuendo, non soddisfando la voracità di pochi, ma dando vita al mondo. I discepoli stupiti sono invitati da Gesù a dare da mangiare ai presenti, perché non importa che il cibo sia poco o tanto: l’amore fa grandi cose con le piccole cose.

“Nella nostra città affamata di amore e di cura, che soffre di degrado e abbandono, davanti a tanti anziani soli, a famiglie in difficoltà, a giovani che stentano a guadagnarsi il pane e ad alimentare i sogni, il Signore ti dice: «Tu stesso da’ loro da mangiare». E tu puoi rispondere: «Ho poco, non sono capace per queste cose». Non è vero, il tuo poco è tanto agli occhi di Gesù se non lo tieni per te, se lo metti in gioco. Anche tu, mettiti in gioco. E non sei solo: hai l’Eucaristia, il Pane del cammino, il Pane di Gesù.”

Leggi qui il testo completo dell’omelia

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