Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Il viaggio della vita e il cammino della fede hanno bisogno di desiderio

Omelia di Papa Francesco nella solennità dell’Epifania del Signore.

«I magi viaggiano verso Betlemme. Il loro pellegrinaggio parla anche a noi, chiamati a camminare verso Gesù, perché è Lui la stella polare che illumina i cieli della vita e orienta i passi verso la gioia vera. Ma da dove è partito il pellegrinaggio dei magi incontro a Gesù? Che cosa ha mosso questi uomini d’Oriente a mettersi in viaggio? Avevano ottimi alibi per non partire. Erano sapienti e astrologi, avevano fama e ricchezza. Raggiunta una tale sicurezza culturale, sociale ed economica, potevano accomodarsi su ciò che sapevano e su ciò che avevano, starsene tranquilli. Invece, si lasciano inquietare da una domanda e da un segno: “Dov’è colui che è nato? Abbiamo visto spuntare la sua stella” (Mt 2,2). Il loro cuore non si lascia intorpidire nella tana dell’apatia, ma è assetato di luce; non si trascina stanco nella pigrizia, ma è acceso dalla nostalgia di nuovi orizzonti.»

Nell’omelia della messa nella solennità dell’Epifania del Signore, Papa Francesco introduce così la sua riflessione su questo avvenimento, nato dal desiderio. I magi, infatti, sapevano desiderare, cercare oltre l’immediato e il visibile, accogliere la vita come un mistero che ci supera e invita a guardare non solo qui ma anche altrove. Solo così anche il nostro sguardo può superare le barriere dell’abitudine, una vita appiattita sul consumo, una fede ripetitiva e stanca, la paura di mettersi in gioco per gli altri e per il bene. Il viaggio della vita e il cammino della fede, dunque, hanno bisogno di uno slancio interiore per non rimanere troppo tempo bloccati dentro una religione e una comunità di credenti convenzionali, esteriori, formali, chiuse, tristi, che non scaldano più il cuore e non si fanno più scomodare dal Vangelo. La crisi della fede, nella nostra vita e nelle nostre società, ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio.

«Guardiamo però soprattutto a noi stessi e chiediamoci: come va il viaggio della mia fede? È una domanda che oggi possiamo farci, ognuno di noi. Come va il viaggio della mia fede? È parcheggiata o è in cammino? La fede, per partire e ripartire, ha bisogno di essere innescata dal desiderio, di mettersi in gioco nell’avventura di una relazione viva e vivace con Dio. Ma il mio cuore è ancora animato dal desiderio di Dio? O lascio che l’abitudine e le delusioni lo spengano? Oggi, fratelli e sorelle, è il giorno per fare queste domande. Oggi è il giorno per ritornare ad alimentare il desiderio. E come fare? Andiamo a “scuola di desiderio”, andiamo dai magi. Loro ci insegneranno, nella loro scuola del desiderio.»

Questo insegnamento, dice il pontefice, lo traiamo guardando i loro passi. I re magi partono al sorgere della stella, come noi dobbiamo ripartire nella vita e nella fede ogni giorno; chiedono dov’è il Bambino e per questo noi abbiamo bisogno di fare domande e lasciarci interrogare da quelle degli altri; sfidano Erode, dimostrando una fede coraggiosa che sfida le logiche del potere; al culmine del viaggio adorano il Bambino, trovando slancio e compimento solo alla presenza di Dio e rinnovando il desiderio; infine ritornano per un’altra strada, provocandoci a percorrere strade nuove seguendo la creatività dello Spirito. In questo modo, ogni giorno avremo la certezza che anche nelle notti più oscure brilla la stella del Signore che ci guida nel cammino verso di Lui.

Leggi qui il testo completo dell’omelia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email