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Gli anziani sono pane che nutre ancora la nostra vita

Omelia di Papa Francesco per la messa per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani.

La messa per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, nella diciassettesima domenica del tempo ordinario, non è stata celebrata da Papa Francesco (che ha comunque tenuto l’Angelus) per non affaticarlo durante questi giorni di convalescenza a seguito dell’intervento chirurgico programmato. La sua omelia è stata quindi letta da mons. Rino Fisichella, che, in riferimento all’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, si è soffermato sui tre momenti in cui Gesù vede la fame della folla, condivide il pane e raccomanda di raccogliere i pezzi avanzati, riassumibili in tre verbi: vedere, condividere, custodire.

Come racconta l’evangelista Giovanni, all’inizio della scena Gesù si preoccupa della folla che aveva camminato tanto per incontrarlo e vede la fame, la stanchezza e la speranza di ognuno. Egli ha premura per tutti, che vuole sfamare di amore e di felicità secondo il bisogno di ognuno. Anche nonni e anziani hanno questo sguardo sulla vita di figli e nipoti, di cui si prendono cura sin dall’infanzia con la tenerezza e l’amore che li hanno fatto diventare adulti. Noi quale sguardo abbiamo nei loro confronti? L’odierna società indaffarata e indifferente non può impedire una chiamata o un momento in compagnia.

Poi, Gesù condivide ciò che viene donato da un giovane, cinque pani e due pesci. È un ragazzo, quindi, che permette il miracolo di cui beneficeranno molti adulti. Oggi serve una nuova alleanza tra giovani e anziani per superare i conflitti generazionali e preparare il futuro di tutti, grazie alla freschezza dello Spirito degli uni e al tesoro della tradizione custodito dagli altri. Infine, dopo che tutti ebbero mangiato, Gesù raccomanda di custodire i pezzi di pane avanzati, perché niente deve essere scartato, a maggior ragione le persone. I nonni e gli anziani non sono residui di una vita da buttare, ma testimonianze preziose che possono ancora nutrirci. In conclusione, Papa Francesco scrive:

«I nonni e gli anziani sono pane che nutre la nostra vita. Siamo grati per i loro occhi attenti, che si sono accorti di noi, per le loro ginocchia che ci hanno tenuto in braccio, per le loro mani che ci hanno accompagnato e sollevato, per i giochi che hanno fatto con noi e per le carezze con cui ci hanno consolato. Per favore, non dimentichiamoci di loro. Alleiamoci con loro. Impariamo a fermarci, a riconoscerli, ad ascoltarli. Non scartiamoli mai. Custodiamoli nell’amore. E impariamo a condividere con loro del tempo. Ne usciremo migliori. E, insieme, giovani e anziani, ci sazieremo alla mensa della condivisione, benedetta da Dio.»

Leggi qui il testo completo dell’omelia

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