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La Quaresima non è raccogliere fioretti, ma discernere dove è orientato il cuore

Omelia di Papa Francesco nel Mercoledì delle Ceneri.

«C’è un invito che nasce dal cuore di Dio, che con le braccia spalancate e gli occhi pieni di nostalgia ci supplica: “Ritornate a me con tutto il cuore” (Gl 2,12). Ritornate a me. La Quaresima è un viaggio di ritorno a Dio. Quante volte, indaffarati o indifferenti, gli abbiamo detto: “Signore, verrò da Te dopo, aspetta… Oggi non posso, ma domani comincerò a pregare e a fare qualcosa per gli altri”. E così un giorno dopo l’altro. Ora Dio fa appello al nostro cuore. Nella vita avremo sempre cose da fare e avremo scuse da presentare, ma, fratelli e sorelle, oggi è il tempo di ritornare a Dio.»

Nell’omelia alla messa del Mercoledì delle Ceneri, Papa Francesco focalizza l’attenzione sul tema del ritorno a Dio e la Quaresima è proprio il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo e per ritrovare la via che ci fa riscoprire il legame fondamentale col Signore. Non serve raccogliere fioretti, ma discernere dove è orientato il proprio cuore. Il viaggio quaresimale è come un esodo dalla schiavitù alla libertà, con i seducenti vizi e le false sicurezze che, illudendoci, ci fanno tornare indietro.

Per procedere nel cammino, continua il Papa, occorre ritornare al Padre come il figlio prodigo, che è caduto e sente il bisogno di essere rialzato da un papà che lo perdona. Per questo, il primo passo è la confessione. C’è poi bisogno di ritornare a Gesù come quel lebbroso risanato che torna a ringraziarlo (Lc 17,12-19), perché le malattie spirituali non guariscono da sole. Il secondo passo è quindi la guarigione. Infine, occorre ritornare allo Spirito Santo, perché non possiamo vivere inseguendo la polvere delle cose materiali. Il terzo passo è l’amore.

«Questo nostro viaggio di ritorno a Dio è possibile solo perché c’è stato il suo viaggio di andata verso di noi. Altrimenti non sarebbe stato possibile. Prima che noi andassimo da Lui, Lui è sceso verso di noi. […] Per non lasciarci soli e accompagnarci nel cammino è sceso dentro al nostro peccato e alla nostra morte, ha toccato il peccato, ha toccato la nostra morte. Il nostro viaggio, allora, è un lasciarci prendere per mano. Il Padre che ci chiama a tornare è Colui che esce di casa per venirci a cercare; il Signore che ci guarisce è Colui che si è lasciato ferire in croce; lo Spirito che ci fa cambiare vita è Colui che soffia con forza e dolcezza sulla nostra polvere.»

Papa Francesco ricorda la supplica di san Paolo: «Lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5,20), perché nessuno può farlo con le proprie forze. La conversione del cuore è infatti possibile solo se parte dall’azione del Signore. È la grazia che ci salva, non i nostri meriti da ostentare. Gesù ha detto chiaramente che a renderci giusti non è la giustizia che pratichiamo davanti agli uomini, ma la relazione sincera con il Padre. Riconoscendoci bisognosi di Cristo, possiamo vivere la Quaresima facendoci piccoli per amore. Guardando la Croce, vediamo le nostre mancanze, le ferite del peccato, i dolori che ci hanno colpito. In tutta questa vulnerabilità, Dio è lì che ci aspetta per vederci ritornare a Lui.

Leggi qui il testo completo dell’omelia

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