Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Gli apostoli Pietro e Paolo sono liberi solo perché sono stati liberati

Omelia di Papa Francesco nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo.

«Due grandi Apostoli, Apostoli del Vangelo, e due colonne portanti della Chiesa: Pietro e Paolo. Oggi festeggiamo la loro memoria. Guardiamo da vicino questi due testimoni della fede: al centro della loro storia non c’è la loro bravura, ma al centro c’è l’incontro con Cristo che ha cambiato la loro vita. Hanno fatto l’esperienza di un amore che li ha guariti e liberati e, per questo, sono diventati apostoli e ministri di liberazione per gli altri.»

Nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, che si è celebrata ieri, Papa Francesco ha iniziato così la sua omelia per la messa con la benedizione dei palli per i nuovi arcivescovi metropoliti. Per quanto riguarda il pescatore Pietro, egli è stato liberato dal senso di fallimento davanti alle reti vuote (cfr Lc 5,5; Gv 21,5), dalla paura (cfr Mt 14,30), dallo spavento che lo ha portato a rinnegare il Maestro (cfr Mc 14,66-72). Questo è avvenuto grazie all’amore incondizionato di Gesù, che lo ha incoraggiato a non arrendersi e a seguirlo sulla via della Croce, affrancandolo dai calcoli basati sulle sole sicurezze umane.

Paolo ha sperimentato grazie a Cristo la liberazione dalla schiavitù del suo io e dal suo zelo religioso che lo aveva reso un fondamentalista delle tradizioni ricevute (cfr Gal 1,14). Dio non gli risparmiò le fatiche dell’apostolato, tra persecuzioni e fame, e l’infermità fisica (cfr 2 Cor 12,7-10; Gal 4,13-14), ma l’apostolo ha compreso che niente può mai separarci dal Suo amore (cfr Rm 8,35-39). Pietro e Paolo hanno liberato la potenza del Vangelo nel mondo solo perché sono stati prima liberati dall’incontro con Gesù, che non li ha giudicati e ha condiviso la loro vita assicurando la sua vicinanza come fa con noi.

«Toccati dal Signore, anche noi veniamo liberati. E abbiamo sempre bisogno di venire liberati, perché solo una Chiesa libera è una Chiesa credibile. […] Pietro e Paolo ci consegnano l’immagine di una Chiesa affidata alle nostre mani, ma condotta dal Signore con fedeltà e tenerezza – è Lui che conduce la Chiesa. […] Quante catene vanno spezzate e quante porte sbarrate devono essere aperte! Noi possiamo essere collaboratori di questa liberazione, ma solo se per primi ci lasciamo liberare dalla novità di Gesù e camminiamo nella libertà dello Spirito Santo.»

Leggi qui il testo completo dell’omelia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print