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Il Natale ci chiama a riflettere sulla situazione di migranti, profughi e rifugiati

Papa Francesco: “Il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità”.

In occasione del Concerto di Natale in Vaticano, venerdì 14 dicembre 2018 papa Francesco ha rivolto un saluto agli artisti partecipanti in vista della celebrazione del Natale.

“Il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità. Quest’anno, in particolare, ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo – migranti, profughi e rifugiati – in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate dalle ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici. Per lasciare tutto – casa, parenti, patria – e affrontare l’ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante! Anche Gesù proveniva da un altro luogo. Dimorava in Dio Padre, con lo Spirito Santo, in una comunione di sapienza, luce e amore, che Lui ha voluto portarci con la sua venuta al mondo. È venuto ad abitare in mezzo a noi, in mezzo ai nostri limiti e ai nostri peccati, per donarci l’amore della Santissima Trinità. E come uomo ci ha mostrato la via dell’amore, cioè il servizio, fatto con umiltà, fino a dare la vita.”

Ai drammi di oggi c’è bisogno di rispondere con un maggiore coordinamento, secondo un disegno di fraternità che accomuna tutti. È necessario, innanzitutto, fare rete con l’educazione, per istruire i più piccoli fra i migranti che, invece di stare tra i banchi di scuola, passano le giornate a fare lunghe marce o su mezzi di fortuna. Loro devono avere la possibilità un domani di poter trovare un lavoro e di partecipare da cittadini consapevoli al bene comune, devono avere una dignità che gli permetta di affrontare la vita secondo i propri talenti e inserirsi nelle società nuove.

“Da sempre la missione della Chiesa si è manifestata anche attraverso la creatività e la genialità degli artisti, perché essi, con le loro opere, riescono a raggiungere i risvolti più intimi della coscienza degli uomini e delle donne di ogni tempo. Per questo, a voi qui presenti, va il mio grazie e il mio incoraggiamento a proseguire nel vostro lavoro, per accendere in ogni cuore il calore e la tenerezza del Natale.”

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