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Davanti alle sofferenze del nostro tempo, il Signore non ci trovi freddi e indifferenti

Messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco nel giorno di Pasqua.

“La Risurrezione di Cristo è principio di vita nuova per ogni uomo e ogni donna, perché il vero rinnovamento parte sempre dal cuore, dalla coscienza. Ma la Pasqua è anche l’inizio del mondo nuovo, liberato dalla schiavitù del peccato e della morte: il mondo finalmente aperto al Regno di Dio, Regno di amore, di pace e di fraternità. Cristo vive e rimane con noi. Egli mostra la luce del suo volto di Risorto e non abbandona quanti sono nella prova, nel dolore e nel lutto.”

Nel messaggio Urbi et Orbi di Pasqua, Papa Francesco ha voluto ricordare le sofferenze del popolo siriano e del Medio Oriente tutto, della guerra nello Yemen e del conflitto tra israeliani e palestinesi. Nel continente africano il pensiero va all’instabilità della Libia, agli estremismi in Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria, Camerun e Sudan. E ancora l’Ucraina, il Venezuela, il Nicaragua e tutti coloro che subiscono ingiustizie sociali, abusi e violenze.

“Davanti alle tante sofferenze del nostro tempo, il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti. Faccia di noi dei costruttori di ponti, non di muri. Egli, che ci dona la sua pace, faccia cessare il fragore delle armi, tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i leader delle Nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione delle armi, specie nei Paesi economicamente più avanzati. Il Risorto, che ha spalancato le porte del sepolcro, apra i nostri cuori alle necessità dei bisognosi, degli indifesi, dei poveri, dei disoccupati, degli emarginati, di chi bussa alla nostra porta in cerca di pane, di un rifugio e del riconoscimento della sua dignità.”

Leggi qui il testo completo del messaggio

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