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Non ci sono e non ci siano muri nella Chiesa cattolica

Le parole di Papa Francesco nel primo giorno del viaggio apostolico a Cipro.

Ieri è iniziato il viaggio apostolico di Papa Francesco a Cipro e in Grecia. Arrivato sull’isola, presso la cattedrale maronita di Nostra Signora delle Grazie a Nicosia il pontefice ha incontrato i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i diaconi, i catechisti, le associazioni e i movimenti ecclesiali, nel discorso ai quali ha sottolineato sin da subito la bellezza del carattere multietnico del loro paese. Dall’esempio di san Barnaba, patrono di queste terre, egli ha tratto due parole importanti. La prima è la pazienza: di mettersi costantemente in viaggio, di entrare nella vita di persone fino ad allora sconosciute, di accogliere la novità senza giudicarla frettolosamente, del discernimento che sa cogliere i segni dell’opera di Dio ovunque, di studiare altre culture e tradizioni, di lasciar crescere accompagnando. La seconda è la fraternità: un atteggiamento di amicizia e di condivisione di vita, la capacità di farsi carico della storia dell’altro e darsi il tempo per conoscerlo senza etichettarlo, un’occasione di crescita e cambiamento.

«Abbiamo bisogno di una Chiesa fraterna che sia strumento di fraternità per il mondo. […] non dobbiamo sentire la diversità come una minaccia all’identità, né dobbiamo ingelosirci e preoccuparci dei rispettivi spazi. Se cadiamo in questa tentazione cresce la paura, la paura genera diffidenza, la diffidenza sfocia nel sospetto e prima o poi porta alla guerra. Siamo fratelli, amati da un unico Padre. Siete immersi nel Mediterraneo: un mare di storie diverse, un mare che ha cullato tante civiltà, un mare dal quale ancora oggi sbarcano persone, popoli e culture da ogni parte del mondo. Con la vostra fraternità potete ricordare a tutti, all’Europa intera, che per costruire un futuro degno dell’uomo occorre lavorare insieme, superare le divisioni, abbattere i muri e coltivare il sogno dell’unità. Abbiamo bisogno di accoglierci e integrarci, di camminare insieme, di essere sorelle e fratelli tutti!»

Clicca qui per leggere il testo completo del discorso

Nel corso del pomeriggio, dopo essere stato ricevuto nel palazzo presidenziale dal presidente della Repubblica, il Papa ha incontrato le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Nel suo discorso, ha parlato di Cipro come di un’isola crocevia di civiltà che nei secoli ha collegato le genti, che ha visto la prima grande inculturazione del Vangelo nel continente e che oggi ha la percentuale di immigrati più rilevante tra i paesi dell’Unione Europea. Questo è stato realizzato nel segno delle beatitudini, la perenne costituzione del cristianesimo, che hanno reso questa terra una perla nel Mediterraneo.

«Custodire la bellezza multicolore e poliedrica dell’insieme non è facile. Richiede, come nella formazione della perla, tempo e pazienza, domanda uno sguardo ampio che abbracci la varietà delle culture e si protenda al futuro con lungimiranza. È importante, in questo senso, tutelare e promuovere ogni componente della società, in modo speciale quelle statisticamente minoritarie. […] Una perla porta alla luce la sua bellezza in circostanze difficili. Nasce nell’oscurità, quando l’ostrica soffre dopo aver subito una visita inattesa che ne mina l’incolumità, come ad esempio un granello di sabbia che la irrita. Per proteggersi reagisce assimilando quanto l’ha ferita: avvolge ciò che per lei è pericoloso ed estraneo e lo trasforma in bellezza, in una perla.»

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