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Solo i cristiani gioiosi suscitano il desiderio di seguire la strada di Gesù

Le parole di Papa Francesco in occasione del viaggio apostolico a Mauritius.

Dopo le visite in Mozambico e Madagascar, lunedì Papa Francesco ha continuato il suo viaggio apostolico a Mauritius. Arrivato a Port Louis, ha celebrato la messa al Monumento di Maria Regina della Pace. Nell’omelia, iniziata riferendosi alle Beatitudini come una sorta di carta d’identità del buon cristiano, ha posto l’accento sui giovani, coloro che soffrono di più nella società odierna perché non si sentono protagonisti della storia comune.

“Loro, i nostri giovani, sono la prima missione! Dobbiamo invitarli a trovare la loro felicità in Gesù, non in maniera asettica o a distanza, ma imparando a dare loro un posto, conoscendo il loro linguaggio, ascoltando le loro storie, vivendo al loro fianco, facendo loro sentire che sono benedetti da Dio. Non lasciamoci rubare il volto giovane della Chiesa e della società! Non permettiamo ai mercanti di morte di rubare le primizie di questa terra!”

Secondo il Papa, per vivere il Vangelo non si può aspettare che tutto ciò che c’è intorno a noi sia favorevole, perché le ambizioni di potere e gli interessi mondani ci giocano contro. In una società in cui è così difficile vivere le Beatitudini, dobbiamo recuperare l’invito di Gesù a essere beati, felici, santi. Solo così un giovane, vedendo un progetto di vita cristiana realizzato con gioia, può sentire il desiderio di incontrarLo.

Leggi qui il testo completo dell’omelia

Nel pomeriggio, il Papa ha visitato il Santuario di Père Laval e ha incontrato, prima di prendere il volo di ritorno, le autorità e i rappresentanti della società civile, ai quali ha espresso l’apprezzamento per tradizione democratica e pacifica instaurata a partire dall’indipendenza.

“Nel contesto attuale, spesso risulta che la crescita economica non vada sempre a vantaggio di tutti e che lasci da parte – per certe strategie della sua dinamica – un certo numero di persone, specialmente i giovani. Perciò vorrei incoraggiarvi a sviluppare una politica economica orientata alle persone e che sappia privilegiare una migliore distribuzione delle entrate, la creazione di opportunità di lavoro e una promozione integrale dei più poveri. […] Si tratta di andare avanti con quell’atteggiamento costruttivo che […] spinge a incentivare una conversione ecologica integrale. Tale conversione mira non solo a evitare terribili fenomeni climatici o grandi disastri naturali, ma cerca anche di promuovere un cambiamento negli stili di vita in modo che la crescita economica possa davvero giovare a tutti, senza correre il rischio di provocare catastrofi ecologiche o gravi crisi sociali.”

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