Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Per fermare gli abusi delle imprese servono nuove leggi

Più di cento vescovi da tutto il mondo chiedono ai governi una legislazione per far rispettare i diritti umani e l’ambiente.

«Con lo scoppio del Covid-19, l’umanità si trova ad affrontare una crisi globale senza precedenti. Oltre alla minaccia alla salute pubblica, lo sconvolgimento economico e sociale minaccia le condizioni di vita ed il benessere di milioni di persone nel lungo periodo. Particolarmente vulnerabili ai più forti impatti della crisi sono i milioni di lavoratori che si trovano più in basso nella catena di fornitura. […] La nostra profonda interconnessione richiede che tutti noi diamo prova di responsabilità gli uni verso gli altri. Ma troppo spesso prevale l’interesse privato delle multinazionali, che non riescono a fare dei passi in avanti in termini di solidarietà. […] Questo sistema basato sul profitto e sulla cultura del consumo e dello scarto deve essere messo in discussione, ora più che mai.»

Queste sono parole che centodieci vescovi e cardinali da tutto il mondo hanno scritto in una dichiarazione rivolta ai governi internazionali e a quelli dei singoli Stati per introdurre delle legislazioni obbligatorie per le imprese e arginare i loro danni e abusi, che sono ancora molto diffusi. Il documento, intitolato Ora più che mai, abbiamo bisogno di una due diligence obbligatoria della catena di fornitura per fermare gli abusi da parte delle imprese e garantire la solidarietà globale, mira a sensibilizzare i politici sui temi dell’evasione fiscale, del degrado ambientale, della violazione dei diritti umani e dell’accaparramento di terre da parte delle aziende transnazionali che non sono in grado di autoregolamentarsi. Per questo, sono sempre più necessarie leggi vincolanti per dare delle norme efficaci alle loro attività, perseguendo i valori della dignità e della giustizia sociale e ambientale. I vescovi concludono con una richiesta:

«Chiediamo a tutti i governi di mantenere le loro promesse e di rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale per proteggere i diritti umani dagli abusi operati dalle imprese. […] La legislazione dovrebbe introdurre una due diligence obbligatoria in materia ambientale e di diritti umani, cioè identificare, valutare, fermare, prevenire e mitigare i rischi e le violazioni sull’ambiente e su tutti i diritti umani lungo le catene di fornitura, e migliorare sostanzialmente le possibilità delle persone colpite di chiedere un risarcimento nei tribunali civili nazionali. Crediamo che le leggi possano riuscire a portare un cambiamento tangibile per le comunità se includono anche un migliore accesso ai rimedi giudiziari per le vittime […] Il sistema in atto danneggia le persone e il pianeta e noi siamo chiamati a ad agire in modo migliore.»

La dichiarazione è aperta alla raccolta di ancora più firme, soprattutto in vista del prossimo ciclo di negoziati alle Nazioni Unite, dove proporre uno strumento giuridicamente vincolante per le imprese e i diritti umani. Come si legge sul sito di FOCSIV, Josianne Gauthier, segretario generale del CIDSE, ente internazionale che raccoglie organizzazioni cattoliche per la giustizia sociale e che ha coordinato il comunicato, ha detto:

«Mi ispira vedere così tanti rappresentanti della Chiesa parlare con una sola voce sulla questione della regolamentazione aziendale, sostenendo il lavoro di molte donne e uomini […] la cui vita è dedicata alla difesa dei diritti umani e ambientali. Siamo tutti interconnessi e abbiamo il dovere di sostenere la loro lotta in ogni modo possibile.»

Leggi qui il testo completo della dichiarazione

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print