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Il primo passo verso la proibizione delle armi nucleari

Il trattato dell’ONU entra in vigore come strumento legale internazionale, nonostante l’opposizione delle potenze nucleari.

Il Trattato di proibizione delle armi nucleari è realtà. Con la ratifica dell’Honduras, depositata all’ONU il 24 ottobre, si sono infatti raggiunte le cinquanta adesioni necessarie per far sì che il documento entri in vigore, cosa che accadrà il 22 gennaio 2021. Così, nei Paesi firmatari, tra cui c’è il Vaticano, sarà illegale l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari. Soprattutto, con questo primo strumento legale che le vieta esplicitamente si è fatto un passo storico nel rafforzamento della posizione internazionale contro questo tipo di armamenti.

Come si legge sul sito della Rete Italiana Pace e Disarmo – che comprende organizzazioni come FOCSIV, Conferenza degli Istituti Missionari in Italia, ACLI, AGESCI, Libera, Associazione Papa Giovanni XXIII, Gruppo Abele, Pax Christi -, il trattato votato alle Nazioni Unite nel luglio 2017 è stato fortemente voluto dalla società civile globale e sostenuto da realtà come la Croce Rossa Internazionale. Purtroppo, la totale eliminazione dalla Terra delle armi più distruttive mai costruite dall’umanità si deve scontrare con il fatto che tutte le potenze nucleari (Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord) e gli stati membri di alleanze militari come la Nato siano contrarie.

Il lavoro, quindi, è ancora tanto. A partire dall’Italia, che al momento è per scelta fuori da questo percorso di disarmo nucleare, soprattutto a causa delle pressioni della Nato e degli Stati Uniti. Nella penisola sono presenti circa cinquanta testate nucleari statunitensi, nelle basi di Ghedi e Aviano. Ma, secondo un sondaggio della metà del 2019, il 70% dei cittadini italiani si è detto favorevole all’adesione al Trattato e solo il 16% contrario. Inoltre, in continuità con rilevamenti precedenti, il 60% pensa che le testate nucleari statunitensi dovrebbero essere portate via dal nostro territorio, contro un 21% che approva la loro presenza in Italia.

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