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Pronta la nuova traduzione del Messale

Obbligatorio dalla prossima Domenica di Pasqua, il rinnovato testo liturgico introduce modifiche nel Padre Nostro e nel Gloria.

Il nuovo Messale Romano è pronto. Ieri, la prima copia della rinnovata traduzione del testo liturgico promulgato da Paolo VI è stata consegnata a Papa Francesco dal presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti. Nelle prossime settimane sarà consegnato ai vescovi italiani e alle parrocchie e potrà essere utilizzato sin da subito, anche se diventerà obbligatorio dalla prossima Domenica di Pasqua (4 aprile 2021).

Questa terza edizione, approvata dal pontefice il 16 maggio dell’anno scorso, è stata aggiornata sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico e, oltre alle variazioni e agli arricchimenti della terza edizione tipica latina, contiene anche altri testi facoltativi di nuova composizione, adatti al linguaggio e alle situazioni pastorali delle comunità di oggi (comunque in gran parte già utilizzati a partire dalla seconda edizione in lingua italiana del 1983).

Le novità più evidenti del Messale scaturito dal Concilio Vaticano II riguardano le preghiere. Nel Padre Nostro, non si dirà più «non ci indurre in tentazione», ma «non abbandonarci alla tentazione» e bisognerà aggiungere un “anche”: «come anche noi li rimettiamo». Così, la versione rinnovata del testo approvata dalla CEI nel 2008, già contenuta nella versione italiana della Bibbia e recepita nell’edizione italiana del Lezionario, entrerà anche nell’ordinamento della messa. Un’altra modifica riguarda il Gloria, dove «pace in terra agli uomini di buona volontà» dovrà essere sostituito da «pace in terra agli uomini, amati dal Signore». Oltre a queste novità rivolte a tutti i fedeli, vi sono quelle destinate ai sacerdoti, come ad esempio nelle parole pronunciate nell’atto di consacrazione del pane e del vino. Il card. Bassetti spiega:

«Il libro del Messale non è soltanto uno strumento liturgico, ma un riferimento puntuale e normativo che custodisce la ricchezza della tradizione vivente della Chiesa, il suo desiderio di entrare nel mistero pasquale, di attuarlo nella celebrazione e di tradurlo nella vita. La riconsegna del Messale diventa così un’occasione preziosa di formazione per tutti i battezzati, invitati a riscoprire la grazia e la forza del celebrare, il suo linguaggio – fatto di gesti e parole – e il suo essere nutrimento per una piena conversione del cuore.»

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