Proposte e limiti emersi dalla fase diocesana del Sinodo

Il documento “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” sintetizza il percorso dedicato all’ascolto dei fedeli.

Il documento Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione, pubblicato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, propone la sintesi della fase diocesana nazionale del Sinodo iniziato nel 2021 e che si concluderà nel 2023 con la fase universale, preceduta da quella continentale. Esso riassume il percorso compiuto nell’ultimo anno pastorale dedicato all’ascolto e alla consultazione dei fedeli, armonizzando ciò che è emerso dalle Chiese in Italia e presentando una panoramica del primo anno di Cammino sinodale, che proseguirà fino al 2025.

Si legge che il percorso è partito da un coinvolgimento ampio, che ha visto complessivamente mezzo milione di persone partecipare ai circa cinquantamila gruppi sinodali coordinati da oltre quattrocento referenti diocesani e da un gruppo nazionale. L’obiettivo era quello di raggiungere non solo le articolazioni e le componenti delle Chiese locali, ma anche i mondi della politica, delle professioni, del socio-assistenziale e della sanità, della scuola e dell’università. Invece, si è riusciti a intercettare principalmente la parte della comunità ecclesiale italiana che in qualche modo gravita attorno all’ambito parrocchiale, dove peraltro c’è stata una certa fatica a suscitare un’adesione costruttiva di una porzione non trascurabile del clero. Le duecento sintesi diocesane e le diciannove elaborate da altri gruppi sono state armonizzate durante più incontri dai referenti diocesani, dai vescovi rappresentanti le Conferenze Episcopali Regionali e dall’assemblea generale della CEI. partecipazione

In generale, sono emersi limiti annosi delle realtà ecclesiali, comunque in una prospettiva propositiva e di speranza, come ad esempio «il clericalismo, lo scollamento tra la pastorale e la vita reale delle persone, il senso di fatica e solitudine di parte di sacerdoti e di altre persone impegnate nella vita della comunità, la mancanza di organicità nella proposta formativa, l’afasia di alcune liturgie». Spesso, però, i confronti hanno permesso di riscoprire la corresponsabilità che viene dalla dignità battesimale e che supera la visione di una Chiesa costruita unicamente intorno al ministero ordinato.

Le riflessioni provenienti dalle sintesi diocesane sono state organizzate in dieci nuclei, da intendere come dimensioni concrete e complementari del camminare insieme: ascoltare, accogliere, relazioni, celebrare, comunicazione, condividere, dialogo, casa, passaggi di vita, metodo. Questo discernimento ha permesso di individuare alcune priorità su cui si concentrerà il prosieguo del processo sinodale, come: prestare ascolto ai diversi mondi in cui i cristiani vivono e lavorano; rimodulare i linguaggi ecclesiali per apprenderne di nuovi e andare incontro a chi non frequenta le comunità cristiane; verificare la qualità delle relazioni comunitarie tra esperienza di fraternità e spinta alla missione; vincere l’affanno e radicare meglio l’azione dei servizi e ministeri ecclesiali; affrontare le questioni legate alla formazione di laici, ministri ordinati, consacrate e consacrati, alla corresponsabilità femminile, alle ministerialità istituite e alle altre vocazioni.

Luca Frildini

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