L’iniziativa bipartisan che accompagna le famiglie dalla gravidanza ai servizi educativi.
L’iniziativa bipartisan che accompagna le famiglie dalla gravidanza ai servizi educativi.
Il 23 luglio 2026 è stata presentata Proteggere l’infanzia dagli schermi: al Senato una legge per restituire ai bambini gioco, relazione e parola
L’iniziativa bipartisan che accompagna le famiglie dalla gravidanza ai servizi educativil Senato una proposta di legge per regolamentare l’esposizione dei bambini da zero a tre anni ai dispositivi digitali. L’iniziativa, promossa dalla senatrice Simona Malpezzi insieme alla Società Italiana di Pediatria e alla Fondazione Terre des Hommes Italia, ha raccolto il sostegno di parlamentari appartenenti a diversi schieramenti politici.
Le basi scientifiche della proposta
Il testo si fonda su una revisione di 78 studi condotta dalla Commissione Dipendenze Digitali della SIP, secondo cui l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi nella prima infanzia è associato a un maggior rischio di ritardi nel linguaggio, oltre a effetti negativi su attenzione, regolazione emotiva, sonno e relazione con gli adulti di riferimento.
I punti principali del provvedimento
La proposta si articola in quattro ambiti:
• Linee guida nazionali: entro sei mesi dall’approvazione, i Ministeri di Salute, Istruzione e Famiglia dovrebbero elaborare indicazioni scientifiche per evitare l’uso di dispositivi digitali sotto i tre anni e per regolare i tempi d’uso nelle fasce d’età successive, fino ai diciotto anni.
• Sostegno alle famiglie: corsi preparto, consultori, punti nascita e pediatri sarebbero coinvolti nell’informare i neogenitori sui rischi legati a un uso precoce della tecnologia, in particolare come strumento di sedazione o intrattenimento passivo dei neonati.
• Servizi educativi senza schermi: per gli asili nido e i servizi dedicati alla fascia 0-3 anni si prevede il divieto di utilizzo di dispositivi digitali nelle attività educative, con priorità al gioco libero, al movimento e alla relazione.
• Formazione dei professionisti: percorsi universitari e di aggiornamento continuo per pediatri, ostetriche, educatori e assistenti sociali dovrebbero includere moduli sulla neurobiologia dello sviluppo infantile.
Viene inoltre proposta l’istituzione presso il Ministero della Salute di un tavolo tecnico permanente, con la partecipazione di istituzioni, società scientifiche e associazioni familiari, incaricato di monitorare l’applicazione della legge e aggiornare periodicamente le linee guida.
Le voci a sostegno
I promotori hanno sottolineato come l’obiettivo non sia demonizzare la tecnologia, ma evitarne un’introduzione troppo precoce, che sottrarrebbe spazio a esperienze di relazione e crescita fondamentali per lo sviluppo del bambino. È stata evidenziata anche l’ambizione di porre l’Italia in una posizione avanzata a livello europeo nella definizione di prassi condivise per prevenire i disturbi legati alla sovraesposizione digitale.
Per le realtà pastorali e educative cattoliche, la proposta tocca temi già centrali nella cura della famiglia e dell’infanzia: l’accompagnamento dei genitori, la tutela della relazione educativa e l’attenzione allo sviluppo integrale della persona fin dai primi mesi di vita.
Tratto da Terresdeshommes.it