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Quasi un giovane su tre prova ansia se non ha lo smartphone

Una nuova indagine mette in luce quanto i ragazzi siano dipendenti dalla rete e sottovalutino le sue insidie.

Al giorno d’oggi, è sotto gli occhi di tutti come i giovani siano fortemente attratti dalla tecnologia e dipendenti dalla rete web. Solamente l’1,4% di loro non possiede una connessione internet e l’11,8% non usa i social network. Il 95,6% dei ragazzi possiede uno smartphone e il 22% ha accesso anche ad altri quattro strumenti tecnologici: computer, tablet, pc portatile e console. Lo rivela l’indagine La dieta cyber dei nostri figli del Moige, condotta su un campione di ricerca costituito da oltre 2.500 giovani tra i 5 e i 22 anni.

Secondo i dati rilevati, questo fenomeno è sempre più presente e pervasivo. Un ragazzo su due rimane connesso dall’una alle tre ore al giorno per usare la messaggistica istantanea (77%), telefonare (67,6%) e aggiornare i social o giocare (50,5%). Il 27,4% trascorre più di tre ore al giorno immerso nel web, non accorgendosi del tempo trascorso nel 60% dei casi.

L’esigenza di questa iperconnessione porta i giovani a fare fatica a separarsi dallo smartphone: il 70,5% non è stato un giorno intero senza il proprio cellulare, il 61,9% prova ansia o rabbia se non può accedervi e il 19,8% ritiene di poterne fare a meno per non più di un’ora. Preoccupante è il fatto che il 37,7% dei ragazzi attenda con ansia il momento della connessione, il 40,5% non sia tranquillo se sa che non può accedere a internet, il 40% provi un senso di delusione per l’assenza di notifiche e like e il 24,8% rinunci spesso o sempre a ore di sonno per rimanere on line.

L’indagine ha messo in luce come i giovani tendano a sottovalutare le insidie della rete. Un problema è quello della disinformazione che circola on line: il 19% si fida ciecamente dei contenuti letti su siti e social, il 50% ha creduto almeno una volta ad una fake news e solo il 18% si preoccupa di verificare la fonte. Un altro riguarda l’approccio da parte di sconosciuti: ben il 71,2% ha accettato almeno una volta sui social la richiesta di amicizia di un estraneo, il 21% dichiara di averne incontrato uno personalmente, il 19,3% gli ha anche dato il proprio numero di telefono e l’8,1% ci ha scambiato foto personali.

Questa tendenza è preoccupante perché i casi trattati dalla Polizia Postale che vedono vittima un minorenne e riguardano stalking, diffamazione on line, ingiurie, minacce, molestie, furto dell’identità digitale sui social network, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e estorsione a fini sessuali (460 nel 2019, di cui 52 di età inferiore a nove anni, 99 tra i dieci e i tredici anni e 309 tra i quattordici e i diciassette) sono in aumento del 18%.

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