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E quest’anno a confessarsi per Pasqua come si fa?

A causa della quarantena non possiamo andare da un prete, ma per il perdono di Dio ci viene in aiuto l’atto di contrizione perfetta.

Ma quest’anno come faccio a confessarmi per Pasqua se non posso andare da un prete? Sono costretto a rimanere senza la bellezza e la forza del perdono del Padre che mi rigenera come figlio della luce? Io vorrei confessarmi… ma come fare?

Niente paura! La ricchezza dei doni della Chiesa ci viene in aiuto. È possibile in questa situazione eccezionale accogliere il perdono che Dio vuole donarci in un modo speciale, di cui parlava già san Tommaso d’Aquino nel XIII secolo, attraverso un “atto di contrizione perfetta”. Questa strana e misteriosa parola significa che se io affido al Signore in un sincero pentimento e sofferenza interiore i peccati che ho commesso, mi propongo di non peccare più (come faccio quando mi confesso dal sacerdote) e in più mi impegno in modo serio ad andare a confessarmi appena sarà possibile, questo permette allo Spirito Santo di donarmi il perdono che ordinariamente (quando insomma dal prete si può andare) ricevo con l’assoluzione.

Davvero? Certo, lo dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, perciò possiamo essere proprio sicuri: «Quando proviene dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizione è detta “perfetta” (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpe veniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, qualora comporti la ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale» (CCC n. 1452). Quindi come devo fare? Ecco alcuni suggerimenti per vivere questo momento di preghiera.

1. Dopo aver fatto il segno della croce chiedo il dono dello Spirito Santo con una preghiera di invocazione, ad esempio: “Re celeste Consolatore Spirito di Verità Tu che sei ovunque presente e tutto ricolmi Tesoro di beni e Datore di Vita, vieni e dimora in noi, purificaci da ogni macchia e salva o Buono le nostre anime”.

2. È molto prezioso vivere questo momento illuminati dalla Parola di Dio: posso leggere, ad esempio, uno di questo passi del Vangelo: la parabola del Padre misericordioso (Lc 15,1-32), l’incontro tra Gesù e la donna peccatrice (Gv 8,1-11) la parabola della pecora smarrita (Lc 15,1-5), l’incontro tra Gesù e Zaccheo (Lc 19,1-10).

3. Vivo un momento di silenzio per l’esame di coscienza (guarda un aiuto in fondo a questa pagina) e affido a Dio i miei peccati parlando con lui, dandogli del “Tu”: “Signore, metto nelle tue mani di Padre questi miei peccati…”.

4. Con la preghiera esprimo il mio pentimento: “O Gesù d’amore acceso, non ti avessi mai offeso, O mio caro ed amato buon Gesù, con l’aiuto della tua Santa Grazia non ti voglio offendere mai più, perché ti amo sopra ogni cosa”.

5. Aggiungo in modo vero il mio impegno ad andare a confessarmi quando possibile. Ad esempio dico: “Desidero e mi impegno ad andare alla confessione dal sacerdote appena sarà possibile. Padre, tu che conosci il mio cuore, donami già ora la Grazia del tuo perdono”.

6. Prego il Padre nostro, perché lo Spirito Santo mi ha donato il perdono di Dio che mi ha fatto tornare a essere pienamente figlio! Se posso sarebbe molto bello pregare il Padre nostro accendendo una piccola candela, che mi ricorda che sono diventato figlio della luce!

Don Daniele Mombelli
Professore di Diritto canonico

Suggerimenti per l’esame di coscienza
Dove il peccato porta buio nella mia vita? Un cuore al buio diventa…
– egoista: “io, sempre io, solo io”. Gli altri devono fare come dico io, io sono importante, gli altri…
– pigro: non ho voglia di pregare, non ho voglia di aiutare, non ho voglia di studiare, non ho voglia di lavorare, non ho voglia di donare tempo, non ho voglia di amare.
– invidioso: perché non ho quella cosa, quella qualità; ho mille pretese verso la famiglia e gli amici; tutti mi devono qualcosa e non mi accorgo delle belle cose che ho.
– geloso: non so condividere le cose belle che ho. Donare? È un verbo che non conosco.
– arrabbiato: tratto male le persone; uso le parole per ferire e far male gli altri; divento superbo e arrogante, nelle parole, nei gesti o nei pensieri.
– triste: mi lamento sempre, ho continuamente “il muso”.
– spietato: giudico gli altri, sparlo delle persone, semino cattiverie e maldicenze. Cosa raccoglierò se questo semino?
– inquinato: nutrito di immagini, discorsi, fantasie, tv volgari, il cuore perde trasparenza e limpidezza, perde la sua bellezza.
– falso: inganno le persone, anche quelle che mi vogliono bene; vivo spesso di compromessi, senza impegnarmi in nulla.

Guarda anche il video di don Alberto Ravagnani “Come pregare a casa (4 consigli per preparare la Pasqua in quarantena)”: