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Sahel e Corno d’Africa, è allarme malnutrizione e carestia

Gli effetti combinati di cambiamenti climatici, terrorismo, pandemia e guerra in Ucraina stanno portando a una crisi alimentare.

Gli effetti combinati dei cambiamenti climatici, del terrorismo, dei colpi di stato, della pandemia di Covid-19 e, infine, della guerra in Ucraina stanno producendo una nuova crisi alimentare in Africa occidentale e nel Sahel. Come si legge su Nigrizia, la siccità, la precarietà, le violenze dei gruppi armati e l’inflazione sui prezzi delle materie prime hanno portato ventisette milioni di persone a soffrire la fame o la malnutrizione, le quali potrebbero diventare trentotto milioni entro giugno. Questi dati, forniti dalla Fao, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, riguardano in particolare Burkina Faso, Niger, Ciad, Mali e Nigeria.

Nel 2015, in questi stati il numero degli individui bisognosi era di sette milioni: l’incremento degli ultimi anni è stato vertiginoso. Così, una parte sempre più grande delle popolazioni non può più lavorare la terra o acquistare beni necessari come il grano e l’energia. Di conseguenza, centinaia di migliaia di persone decidono di spostarsi verso comunità diverse, che vivono comunque in condizioni difficili. Tutto questo non fa altro che aggravare l’insicurezza alimentare di questi Paesi.

Spostandosi poco più a est, nel Corno d’Africa, la situazione non migliora. Avvenire scrive che, secondo l’Onu, l’emergenza climatica sta portando alla peggiore siccità che la regione abbia visto negli ultimi quarant’anni. Tre stagioni secche consecutive hanno colpito raccolti e portato alla morte molti capi di bestiame, con la conseguenza che centinaia di migliaia di persone a rischio malnutrizione hanno lasciato le loro case.

In Somalia, ad esempio, entro la fine di giugno più di ottantunomila individui sono a rischio di carestia se mancherà la quarta stagione delle piogge di fila. A peggiorare le loro condizioni c’è il continuo aumento del prezzo del cibo, dovuto soprattutto alla guerra in Ucraina e alla diminuzione della fornitura di cereali da parte delle organizzazioni umanitarie. In tutta il Corno d’Africa, negli ultimi due mesi le persone con insicurezza alimentare sono passate da nove milioni a sedici milioni e, inoltre, è quasi raddoppiato il numero di famiglie che non hanno un accesso sicuro all’acqua pulita, passando da cinque milioni e mezzo circa a dieci milioni e mezzo.

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