Letture: Proverbi 8,22-31; Salmo 8; Romani 5,1-5; Giovanni 16,12-15
Dio non è solo, non è un individualista chiuso nella sua potenza e compiaciuto della sua grandezza: Dio esplode di amore, di fantasia, di un’armonia che fa ballare, che dà gioia e allegria.
È Lui che incessantemente, «ogni giorno, ogni istante», crea passi di danza per «i figli dell’uomo». Sembra quasi di sentir risuonare una risata in questi versetti, quella di un genitore che guarda il suo bambino giocare, quella di un bimbo che si diverte con il gioco che gli ha costruito il babbo, quella degli amanti che sanno ridere anche di niente. Verrà a ricordarci questa gioia lo Spirito che ci promette Gesù, verrà a farci sentire la nostalgia dello stare insieme, dell’essere così innamorati da sentirsi “uno”, e dell’essere così lontani dall’egoismo da spezzarsi l’uno nell’altro, in un gioco di riflessi libero e gratuito.
Come un mulinello di vento che soffia via ogni polvere e ogni pesantezza. E dove soprattutto non esiste possesso, «il mio e il tuo», ma ogni cosa partecipa della bellezza da godere, da lasciarsene compenetrare, da gustare con passione. Dio gioca con entusiasmo, con tutto l’impegno e la serietà di un bambino. Perché è creativo il nostro Dio, non si ferma mai, instancabile proprio come un bambino, assorto nel suo gioco.
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Don Luigi Verdi
Quante volte abbiamo ricevuto ottimi consigli, fin da bambini abbiamo ascoltato i nostri genitori che ci indicavano la giusta via, le cose da fare e quelle da non fare, e poi le maestre, i professori, tante persone che ne sapevano molto più di noi ci hanno spiegato con calma a cosa dovevamo dedicarci e cosa era meglio evitare. E abbiamo studiato e letto autori importanti, artisti e filosofi che avevano ragionato a lungo sulla vita, e ognuno di loro, da quelle pagine, ci metteva in guardia dagli inganni dell’esistenza e ci suggeriva, razionalmente, poeticamente, quale era la scelta migliore.
E gli amici cari, le persone che abbiamo amato e che ci hanno amato, ugualmente ci hanno preso da parte per dirci le parole più chiare, per aiutarci nei momenti ingarbugliati. Abbiamo ascoltato, a volte con fastidio, perché erano parole dure, a volte con riconoscenza per tutto quell’affetto e quell’attenzione nei nostri riguardi. Ma ancora non eravamo in grado di portare il peso di quelle piccole e grandi verità. Capivamo, approvavamo, rispondevamo «hai ragione, è proprio così come dici», ma quelle frasi restavano lettera morta, astratte osservazioni che non riuscivano a raggiungere il nostro cuore, prediche sterili e persino fastidiose, un pane indigeribile.
Quelle parole sacrosante ci entravano in un orecchio e uscivano dall’altro, senza poter aggrapparsi a qualcosa di intimo, alla nostra confusione, alle nostre speranze. Vento nel vento, bei discorsi che svanivano nel nulla. Ma poi, improvvisamente, da un punto fino ad allora muto e sconosciuto, ci è arrivata la voce dello Spirito della Verità.
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Marco Lodoli
Santissima Trinità
Anno C
Letture: Proverbi 8,22-31; Salmo 8; Romani 5,1-5; Giovanni 16,12-15
Dio non è solo, non è un individualista chiuso nella sua potenza e compiaciuto della sua grandezza: Dio esplode di amore, di fantasia, di un’armonia che fa ballare, che dà gioia e allegria.
È Lui che incessantemente, «ogni giorno, ogni istante», crea passi di danza per «i figli dell’uomo». Sembra quasi di sentir risuonare una risata in questi versetti, quella di un genitore che guarda il suo bambino giocare, quella di un bimbo che si diverte con il gioco che gli ha costruito il babbo, quella degli amanti che sanno ridere anche di niente. Verrà a ricordarci questa gioia lo Spirito che ci promette Gesù, verrà a farci sentire la nostalgia dello stare insieme, dell’essere così innamorati da sentirsi “uno”, e dell’essere così lontani dall’egoismo da spezzarsi l’uno nell’altro, in un gioco di riflessi libero e gratuito.
Come un mulinello di vento che soffia via ogni polvere e ogni pesantezza. E dove soprattutto non esiste possesso, «il mio e il tuo», ma ogni cosa partecipa della bellezza da godere, da lasciarsene compenetrare, da gustare con passione. Dio gioca con entusiasmo, con tutto l’impegno e la serietà di un bambino. Perché è creativo il nostro Dio, non si ferma mai, instancabile proprio come un bambino, assorto nel suo gioco.
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Don Luigi Verdi
Quante volte abbiamo ricevuto ottimi consigli, fin da bambini abbiamo ascoltato i nostri genitori che ci indicavano la giusta via, le cose da fare e quelle da non fare, e poi le maestre, i professori, tante persone che ne sapevano molto più di noi ci hanno spiegato con calma a cosa dovevamo dedicarci e cosa era meglio evitare. E abbiamo studiato e letto autori importanti, artisti e filosofi che avevano ragionato a lungo sulla vita, e ognuno di loro, da quelle pagine, ci metteva in guardia dagli inganni dell’esistenza e ci suggeriva, razionalmente, poeticamente, quale era la scelta migliore.
E gli amici cari, le persone che abbiamo amato e che ci hanno amato, ugualmente ci hanno preso da parte per dirci le parole più chiare, per aiutarci nei momenti ingarbugliati. Abbiamo ascoltato, a volte con fastidio, perché erano parole dure, a volte con riconoscenza per tutto quell’affetto e quell’attenzione nei nostri riguardi. Ma ancora non eravamo in grado di portare il peso di quelle piccole e grandi verità. Capivamo, approvavamo, rispondevamo «hai ragione, è proprio così come dici», ma quelle frasi restavano lettera morta, astratte osservazioni che non riuscivano a raggiungere il nostro cuore, prediche sterili e persino fastidiose, un pane indigeribile.
Quelle parole sacrosante ci entravano in un orecchio e uscivano dall’altro, senza poter aggrapparsi a qualcosa di intimo, alla nostra confusione, alle nostre speranze. Vento nel vento, bei discorsi che svanivano nel nulla. Ma poi, improvvisamente, da un punto fino ad allora muto e sconosciuto, ci è arrivata la voce dello Spirito della Verità.
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Marco Lodoli