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I servizi forniti da una società esterna a strutture sanitarie sono esenti da IVA

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una informativa relativa all’esenzione per servizi sanitari, socio-assistenziali e alberghieri.

Questo mese, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risposta (la numero 221) a un interpello di una società di servizi relativo al regime di esenzione da IVA per prestazioni sanitarie, socio-assistenziali, alberghiere (pulizia, sanificazione, ristorazione) e gestionali (coordinamento e formazione del personale) destinate a una R.S.A (Residenza Sanitaria Assistenziale) gestita da un ente non profit autorizzato allo svolgimento dell’attività di casa di riposo.

L’azienda ritiene, citando l’articolo 10 del D.P.R 633/1972, che siano esenti da IVA “le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili […] comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”. L’Agenzia delle Entrate ha risposto dicendo che il regime di esenzione è applicabile anche alle prestazioni rese da terzi, confermando quindi la lettura della società di servizi.

Con questa risposta, l’Agenzia ha dato un’importante indicazione per le strutture sanitarie come le case di riposo. Infatti, nel caso che queste si affidino a società di servizi che svolgono global service (pulizie, assistenza, …) all’interno della struttura, è riconosciuto che le stesse possano fatturare con IVA esente e, visto che fino ad oggi per la struttura sanitaria l’IVA era indeducibile, è facilmente comprensibile il risparmio economico che ne deriva.

Questa puntualizzazione può indurre le strutture sanitarie ad affidare a un’unica azienda esterna tutti i servizi, compresi anche alcuni che vengono gestiti autonomamente, passando direttamente il personale alla ditta e, con l’occasione, togliendosi tutto l’onere economico e soprattutto organizzativo che ne deriva. Il vantaggio sarebbe duplice, perché, oltre all’IVA, una società di servizi organizzata e solida, che magari opera da molti anni, riuscirebbe a far risparmiare rispetto al costo del personale. Questa potrebbe essere una svolta positiva nella gestione economica dell’ente.

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