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Sognare si può

Il consiglio pastorale aveva deciso, con non poche difficoltà, di riaprire l’oratorio. Erano ormai passati cinque anni dalla dolorosa scelta di chiuderlo.

Da poco tempo il consiglio pastorale aveva deciso, con non poche difficoltà, di riaprire l’oratorio. Erano ormai passati cinque anni dalla dolorosa scelta di chiuderlo, raggiunta per una serie di fatti accaduti nel giro di poco tempo, non ultimo il cedimento di una parte del tetto. Però dopo questo tempo ci siamo detti che non potevamo più farne a meno: un luogo di incontro era assolutamente indispensabile! La decisione però non riguardava solo la struttura, anzi, doveva essere il pretesto per tornare a lasciar parlare la saggezza educativa, da qualsiasi parte potesse provenire. L’impresa non era semplice, si rischiava di avviare una serie infinita di riunioni, di lamentele, di analisi scoraggianti, di giudizi. No, un lavoro così non poteva portare da nessuna parte, ci voleva un principio diverso, un elemento unificatore a cui sempre tornare per ricaricarsi, e che fosse un motore inarrestabile.

Abbiamo cominciato, in modo un poco originale, a sondare qualche libro di avventura, quelli che ti fanno vivere ciò che raccontano perché toccano le emozioni, i desideri; poi abbiamo letto e ascoltato alcuni scritti di personaggi famosi e abbiamo scoperto che molti erano mossi dal desiderio di compiere una grande impresa; infine, ci siamo guardati, interrogando noi stessi, le nostre famiglie: ciascuno porta con sé un sogno. Ecco da dove partire, dai sogni di ciascuno! Dai sogni, non dagli incubi! Ascoltare i sogni, i grandi desideri che non fanno evadere dalla realtà ma, potremmo dire, propongono un altro modo di guardare la vita e aprono a visioni della storia capaci di mettere in moto processi di cambiamento inimmaginabili, è stato il compito che ci siamo dati per ripartire. Per un anno, il tempo necessario per portare a termine la ristrutturazione fisica dell’oratorio, abbiamo raccolto i sogni sull’oratorio “luogo di maturazione umana e cristiana” di tante persone, appartenenti e no alla comunità cristiana, credenti e non credenti, giovani e anziani.

Esperienza fantastica! Certamente fondante rispetto alle motivazioni e un carburante inesauribile per affrontare ogni situazione concreta. Intanto che ci ascoltavamo, ci siamo anche chiesti se ci potevano essere dei limiti ai sogni: stavano infatti emergendo dei racconti molto coinvolgenti, di una ricchezza straordinaria, ma quanto realizzabili? Sognare, ad esempio, un oratorio accogliente per tutti, nessuno escluso, può essere un sogno realizzabile? Oppure un oratorio che si ripensa e riadatta ogni volta che arriva un ragazzo o un gruppo nuovo è sostenibile o richiede un dispendio di energie troppo grande? Tra sogni e pensieri ci siamo detti: ma la nostra fede non si fonda su una storia d’amore meravigliosa, che sa tenere insieme sogno e realtà?

E allora siamo tornati ad ascoltare quelle pagine della Parola di Dio che parlano di sogni: non c’è un personaggio fondamentale della Bibbia che non abbia fatto sogni o avuto visioni in cui non si sia incontrato con un altro sogno, il sogno di Dio che racconta la Sua passione per la Sua creatura! Ecco il motore del nostro lavoro ed anche il metodo, perché se è vero che la Bibbia parla di sogni, è altrettanto vero che poi racconta la loro realizzazione nella storia: i sogni e la vita concreta, entrambi luoghi di incontro con il Signore. Oggi, a due e anni dalla riapertura del nostro oratorio, sogni e realtà si contaminano a vicenda attraverso il continuo ascolto delle storie di tutti coloro che passano nella nostra Casa di Nazareth, il nuovo nome del nostro oratorio.

Testimonianza raccolta da Ottavio Pirovano
Cooperativa Aquila e Priscilla

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