Luoghi da rigenerare

Area: Regione Lombardia e Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola | Scadenza: 20 giugno 2024 | Settori: cultura, arte

Scadenza

20 giugno 2024

Territorio a cui è rivolto

Regione Lombardia e Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola

Chi eroga il contributo

Fondazione Cariplo

Finanziamento complessivo

€ 5.000.000

Contributo per singolo progetto

La richiesta massima di contributo può essere pari a € 350.000 e comunque non superiore al 70% dei costi totali preventivati.

A chi è rivolto

Il bando si rivolge a partenariati di due o più soggetti, di cui almeno uno preveda tra le finalità principali del proprio statuto la gestione di attività culturali. I partenariati dovranno includere necessariamente gli enti proprietari e/o affidatari degli edifici oggetto d’intervento. Sono ammissibili al contributo:
– enti pubblici;
– enti del Terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore;
– enti aventi qualifica di ONLUS, nelle more della piena applicabilità del Registro Unico Nazionale del Terzo settore;
– altri enti privati senza scopo di lucro, con o senza personalità giuridica, che promuovono lo sviluppo economico o perseguono scopi civici, solidaristici e di utilità sociale e comprovano le loro esperienze, competenze e conoscenze;
– enti esercenti imprese strumentali;
– le cooperative sociali;
– le imprese sociali;
– le cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero.

Che cosa finanza

La Fondazione premierà proposte – inserite in processi di rigenerazione a base culturale di contesti urbani, territoriali e paesaggistici – che contemplino la rifunzionalizzazione e/o il recupero di edifici, o porzioni di essi e delle aree esterne circostanti. I progetti dovranno garantire un’apertura continuativa di tali luoghi, prevedendo l’attivazione di nuove funzioni d’uso di natura culturale, anche di carattere sperimentale. Dovranno inoltre contemplare azioni e impatti sulle aree esterne circostanti, specie se in stato di degrado e incuria, anche attraverso la realizzazione di forme artistiche, installazioni di design e site specific o il ricorso all’utilizzo del verde. Tali processi dovranno essere basati su:
– l’integrazione e la coerenza all’interno di piani o programmi, già attivati o in corso di elaborazione, di rigenerazione e valorizzazione del contesto culturale e sociale di riferimento;
– l’ingaggio delle comunità sia nella fase di individuazione dei luoghi che nella scelta delle funzioni d’uso, nonché nel corso del processo gestionale e di monitoraggio delle azioni di progetto;
– la condivisione attiva da parte di una rete di soggetti locali, con particolare attenzione alle giovani realtà emergenti, che possa garantire la realizzazione e il grado di innovazione delle attività, in una prospettiva durevole.
Le candidature dovranno essere riferite a edifici dismessi o in gran parte sottoutilizzati, particolarmente significativi in termini di posizione, valore identitario per le comunità, anche in connessione con le aree esterne circostanti, specie se in condizioni di degrado ed incuria. Gli immobili oggetto d’intervento potranno essere vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
I progetti dovranno infine prevedere un piano di monitoraggio e valutazione dei risultati, ad esempio, in termini di apertura effettiva e continuativa dei luoghi, partecipazione della cittadinanza alle proposte e alle attività, ampliamento della rete dei soggetti coinvolti, capacità di generare risorse e di creare opportunità di lavoro. Il piano di monitoraggio dovrà essere costantemente implementato durante la realizzazione del progetto.

Informazioni

Se sei alla ricerca di contributi e hai domande riguardo alla partecipazione ai bandi, scrivi a ReteSicomoro.