Un patrimonio da tutelare

Area: Provincia della Spezia | Scadenza: 30 settembre 2022 | Settori: beni culturali, cultura

Scadenza

30 settembre 2022

Territorio a cui è rivolto

Provincia della Spezia e Comuni di Aulla, Bagnone, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana e Zeri

Chi eroga il contributo

Fondazione Carispezia e Fondazione Compagnia di San Paolo

Finanziamento complessivo

€ 400.000

Contributo per singolo progetto

Il contributo richiesto non dovrà essere superiore a € 50.000, mentre il cofinanziamento minimo obbligatorio dovrà essere pari ad almeno il 30% del costo totale dell’intervento.

A chi è rivolto

I progetti devono essere presentati da:
– enti pubblici;
– enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;
– enti del Terzo settore (in attesa della definitiva entrata in funzione del Registro unico nazionale del Terzo settore, sono già da considerarsi quali enti del Terzo settore, allorché iscritti nei propri registri e anagrafi previsti dalla disciplina previgente: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, società di mutuo soccorso, imprese sociali, cooperative sociali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale).

Che cosa finanza

Il bando intende essere uno strumento funzionale a selezionare attività di restauro di beni con l’obiettivo da un lato di preservare il patrimonio culturale, dall’altro di diffondere una cultura della manutenzione di mediolungo periodo che non resti confinata ad un livello unicamente teorico, ma che diventi una prassi di gestione e sia volta alla prevenzione degli interventi di restauro e alla programmazione di azioni che evitino di operare in maniera invasiva e finanziariamente consistente sui beni e la loro funzionalità. Infatti, tra le finalità vi è quella di prevedere interventi di restauro solo se accompagnati da piani di manutenzione di medio periodo, assolutamente necessari per una gestione più efficiente dei beni e per non vanificare le risorse utilizzate. I progetti dovranno:
– avere per oggetto esclusivamente i beni indicati negli art. 10 e 11 del D. Lgs. 42/2004;
– riguardare interventi di restauro e conservazione già dotati di tutte le necessarie autorizzazioni;
– indicare le attività di manutenzione previste a seguito dell’intervento di restauro (per un periodo di almeno 5 anni);
– nel caso di beni culturali mobili, prevedere che gli stessi siano ubicati in contesti caratterizzati da uno stato conservativo in efficienza;
– prevedere azioni di valorizzazione volte a favorire la conoscenza e la fruizione del bene oggetto di recupero.

Informazioni

Se sei alla ricerca di contributi e hai domande riguardo alla partecipazione ai bandi, scrivi a ReteSicomoro.