Contributi a enti esponenziali di confessioni religiose.

Area: Città Metropolitana Bologna | Scadenza: 21 settembre 2026 | Settori: attività istituzionali

Scadenza

21 settembre 2026

Territorio a cui è rivolto

Città metropolitana di Bologna

Chi eroga il contributo

Comune di Bologna

Finanziamento complessivo

Contributo per singolo progetto

Il contributo non potrà essere superiore al 60% del preventivo di spesa o computo metrico dell’intervento; il rimborso non sarà comunque superiore al 60% delle spese documentate.

A chi è rivolto

Possono partecipare al bando gli enti esponenziali della Chiesa cattolica e quelli delle altre confessioni religiose riconosciute tramite concordato, intesa o altri strumenti giuridici dallo Stato Italiano aventi una presenza diffusa, organizzata e stabile sul territorio del Comune di Bologna, con ciò intendendo la presenza nel territorio comunale di comunità religiose significative che dispongano almeno di un edificio di culto. In mancanza di un’intesa con lo Stato o del riconoscimento della personalità giuridica, la natura di confessione dovrà risultare anche da precedenti riconoscimenti pubblici, dallo Statuto che ne esprima chiaramente i caratteri, o comunque dalla comune considerazione. Tali soggetti devono: essere già costituiti alla data del 23 luglio 2026; non perseguire fini di lucro; essere titolari di un diritto di proprietà o altro diritto reale sui beni oggetto di intervento.

Ogni ente esponenziale può chiedere contributi fino ad un massimo di tre interventi (presentando una domanda distinta per ogni intervento).

Che cosa finanza

Realizzazione di interventi di riuso e rigenerazione urbana che interessino edifici di culto e le relative pertinenze, tenendo conto anche del valore monumentale e storico culturale degli edifici.

Possono essere ammessi a contributo gli interventi realizzati su edifici presenti nel territorio comunale che siano luoghi di culto e relative pertinenze.

Per edifici di culto e relative pertinenze si intendono: gli edifici per il culto aperti al culto pubblico, cioè quelli nei cui locali vengono svolte le funzioni religiose dei fedeli, e le loro pertinenze; gli edifici destinati allo svolgimento di attività funzionalmente connesse alla pratica del culto, cioè edifici adiacenti o comunque connessi con gli edifici per il culto nei cui locali, ancorché non si tengano funzioni religiose, siano comunque svolte, in via prevalente, attività correlate alla pratica religiosa e da ritenersi alla stessa complementari (es. immobili per l’esercizio del Ministero pastorale e destinati all’abitazione dei ministri del culto, quelli destinati alla formazione religiosa). Nelle pertinenze di edifici di culto sono comprese anche le opere parrocchiali, gli istituti religiosi educativi ed assistenziali per bambini ed anziani, le attrezzature per attività culturali, ricreative e sportive. Le attività che vi si svolgono non devono essere qualificate come aventi rilevanza economica e non debbono essere svolte da soggetti con scopi di lucro; non rientrano pertanto negli interventi finanziabili quelli effettuati su edifici nei cui locali siano svolte attività, ancorchè gestite dall’ente religioso, che siano qualificate come lucrative e svolte in forma imprenditoriale.

Possono essere ammessi a contributo gli interventi di riuso e rigenerazione urbana riconducibili alla categoria della “qualificazione edilizia” di cui all’art. 7, comma 4 lett. a), della L.R. 24/2017 quali:

manutenzione ordinaria (limitatamente a talune tipologie di interventi) e straordinaria, cambio d’uso (tra quelli ammessi dagli strumenti urbanistici vigenti e compatibili con le attività svolte dai richiedenti), ristrutturazione anche mediante demolizione e ricostruzione, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione anche senza demolizione con ampliamento o interventi di nuova costruzione in area di pertinenza;

interventi funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica, alla sicurezza sismica, all’abbattimento delle barriere architettoniche, al miglioramento dei requisiti igienico sanitari e di sicurezza degli impianti e degli altri requisiti tecnici richiesti dalla normativa vigente ai fini dell’agibilità;

interventi straordinari di cura delle aree porticate e pulizia straordinaria dei muri di pertinenza degli edifici religiosi (anche se non complementari ad uno degli interventi predetti) in quanto assimilabili agli interventi di restauro e risanamento conservativo.

Informazioni

Se sei alla ricerca di contributi e hai domande riguardo alla partecipazione ai bandi, scrivi a ReteSicomoro.