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Lo storico viaggio di Papa Francesco nella Penisola Arabica

Ottocento anni dopo l’incontro tra san Francesco e il sultano d’Egitto, il Papa prosegue il suo dialogo con l’Islam.

1219. Come racconta Giacomo da Vitry, Francesco d’Assisi non ebbe timore di partire per le terre oltre il Mediterraneo per predicare la parola di Dio. Là, si mise in testa di incontrare il sultano dell’Egitto Malik al-Kamil. A Damietta avvenne lo storico incontro, che si protrasse per alcuni giorni. Alla fine, nessuno dei due abbandonò la propria fede, ma entrambi non si sottrassero al confronto.

2019. Ottocento anni dopo, Papa Francesco è il primo pontefice nella storia a mettere piede nella Penisola Arabica, la culla dell’Islam. Il viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, dal 3 al 5 febbraio 2019, lo porterà a incontrare nella Grande moschea di Abu Dhabi i membri del Muslim Council of Elders e all’incontro interreligioso sulla fratellanza umana settecento leader religiosi, tra cui il grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayeeb, l’autorità principale dell’Islam sunnita.

“Mentre infuriava la Quinta Crociata e sembrava che l’unico linguaggio possibile fosse quello delle armi, Francesco d’Assisi attraversa le linee di guerra e supera la logica dello scontro di civiltà in atto, seguendo semplicemente la divina ispirazione che lo porta a credere nella possibilità dell’incontro fraterno con ogni creatura.”

Come detto all’Agenzia SIR dal custode di Terra Santa padre Francesco Patton, la volontà di aprire un dialogo fraterno, basato su una fede in Dio che unisce pur nella distinzione, accomuna il Santo con il Papa e oggi è tanto importante in quanto alcuni Paesi arabi stanno dando segnali di cambiamento. L’anno scorso, il presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso card. Jean-Louis Taura ha incontrato in Arabia Saudita il re Salman bin Abdulaziz Al Saud; è stata la prima volta che un sovrano saudita ha incontrato un’autorità cattolica di alto livello. Martedì, Papa Francesco celebrerà una messa all’aperto, in un luogo pubblico: nello Zayed Sports City Stadium di Abu Dhabi.

“Si tratta di una grande apertura e sintomo che qualcosa sta cambiando. Questa messa cui parteciperanno decine di migliaia di cattolici avrà un’enorme risonanza in tutta la penisola arabica dove ci sono in totale qualcosa come tre milioni di cattolici, tutti lavoratori stranieri da diversi Paesi asiatici, come India, Pakistan e Filippine, e ricchi di grande fede. […] Nei migranti cattolici e cristiani io vedo la mano della Provvidenza che sta aiutando la Chiesa a rinascere e in qualche caso a risvegliarsi. Il caso della Penisola arabica è particolarmente significativo: qui il Cristianesimo era scomparso da secoli e adesso, grazie ai lavoratori immigrati stranieri, rinasce. E non solo in queste terre… Questo vale anche per i Paesi Occidentali di antica Cristianità che si sono assopiti spiritualmente e che potrebbero sperimentare una grande ricchezza e beneficio nell’accogliere come fratelli e integrare nella comunità lavoratori migranti cristiani.”

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