Suor Leticia arrestata dall’Ice per 24 ore: cresce la paura tra le religiose straniere negli Stati Uniti

Di origine nigeriana, suor “Letty” Ugboaja è stata fermata in Texas mentre si recava in chiesa, in abito religioso. La sua liberazione è arrivata solo dopo un intervento politico bipartisan. Il vescovo di Brownsville denuncia l’accaduto come profondamente inquietante.

A McAllen, cittadina del sud del Texas dove il cattolicesimo permea la vita quotidiana quanto il clima caldo e la vicinanza al Rio Grande, la parrocchia di Our Lady of Sorrows è da sempre un punto di riferimento per le famiglie del posto, molte delle quali di lingua spagnola. Il 28 giugno, però, qualcosa ha turbato profondamente questa comunità: suor Leticia Ugboaja, religiosa nigeriana delle Figlie di Maria Madre della Misericordia, è stata arrestata dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement mentre percorreva a piedi il breve tragitto tra casa e chiesa, vestita con l’abito religioso, per recarsi a Messa.

Suor Letty, come è conosciuta in parrocchia, ha 56 anni, lavora come infermiera in un ospedale locale e svolge il ruolo di ministra straordinaria dell’Eucaristia. Pur essendo entrata regolarmente negli Stati Uniti due anni fa e in possesso di documenti in regola, è stata trattenuta per 24 ore. Gli agenti le hanno tolto il rosario e ammanettata prima di trasferirla in un centro di detenzione a circa un’ora di distanza, dove — secondo quanto riferito da fonti religiose locali — le sarebbero stati negati anche i farmaci necessari, lasciandola sconvolta e disorientata.

La vicenda si è diffusa rapidamente, mobilitando esponenti politici di entrambi gli schieramenti: una deputata repubblicana e due deputati democratici della zona sono intervenuti direttamente presso le autorità federali per ottenerne il rilascio. Al suo ritorno, suor Leticia ha trovato ad accoglierla numerosi fedeli in lacrime e in preghiera.

L’episodio ha riacceso la preoccupazione tra le religiose di origine straniera presenti negli Stati Uniti, molte delle quali, pur con documenti regolari, temono ora di poter subire un trattamento simile. Il timore è alimentato da una decisione, in vigore da gennaio, che ha eliminato lo status di “luogo sensibile” per gli edifici di culto, rendendo possibili interventi delle forze dell’ordine anche nelle immediate vicinanze delle chiese. Diverse comunità cattoliche hanno già iniziato a rafforzare le celebrazioni online e i servizi di supporto a distanza per i fedeli immigrati più timorosi di uscire di casa.

Il vescovo di Brownsville ha definito la vicenda come un fatto gravemente preoccupante, sottolineando la problematicità di procedure che consentono l’arresto di una religiosa mentre si reca pacificamente a Messa, e ha chiesto una revisione delle stesse. Anche una delle principali organizzazioni per i diritti civili della comunità latina ha sollecitato un’indagine ufficiale sull’accaduto.

La regione, che vanta una tradizione cattolica radicata fin dalle missioni spagnole del XVI secolo e conta tra le diocesi più giovani del Paese, vive con particolare intensità questo episodio: anche tra chi sostiene posizioni favorevoli a controlli più rigidi sull’immigrazione, l’arresto di una religiosa nota per il suo servizio ai malati ha suscitato un diffuso senso di smarrimento e la sensazione che nessuno possa più considerarsi del tutto al sicuro.

Tratto da Avvenire.it