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Il taglio di Fontana e lo squarcio del costato di Cristo sulla croce

Andrea Dall’Asta sj spiega la Via Crucis in terracotta che l’artista realizzò nel 1957 con una forte sensibilità religiosa.

Nella cripta della cinquecentesca chiesa di San Fedele a Milano, sede dell’omonimo museo dei gesuiti, è conservata la Via Crucis in terracotta che Lucio Fontana realizzò nel 1957 per la cappella dell’Istituto religioso femminile “Le Carline” della stessa città. In un video, il direttore Andrea Dall’Asta sj spiega come quest’opera riveli la forte sensibilità religiosa dell’artista, vista l’intensa carica drammatica con cui egli tratta il soggetto biblico.

Il contorno interno di ogni formella è definito da un segno inconfondibile: è il taglio che ha reso famoso Fontana e che appare nelle sue tele per la prima volta nel 1958. Questo sembra evocare quella ferita per eccellenza che nell’immaginario cristiano è lo squarcio del costato di Cristo sulla croce. Se, in linea con la tradizione iconografica cristiana, l’ovale è la figura del divino, è come se qui l’artista ci dicesse che il dolore è inscritto nell’essere stesso di Dio.