Teologia del Triveneto nello stile dell’ecologia integrale

Dialogo tra discipline, comunità cristiane e diversi ambiti del sapere… spazio di comunione che favorisca la ricerca della verità la riflessione teologica il confronto con le sfide del presente, ascoltando insieme il grido della terra e quello dei poveri.

Il 24 febbraio 2026, a Padova, è stato inaugurato l’anno accademico 2025-2026 della Facoltà Teologica del Triveneto. La giornata ha offerto un momento di riflessione sull’attualità dello studio teologico e sul suo dialogo con il mondo contemporaneo, in particolare sui temi dello sviluppo umano integrale e della sostenibilità.
Il preside Maurizio Girolami ha richiamato le grandi sfide del tempo presente — culturali, sociali, politiche e religiose — segnato da tensioni internazionali e fragilità nella coesione sociale. In tale contesto, la fede in Cristo viene indicata come fonte di speranza e come cammino per una rinnovata umanità pacificata e feconda. Tra le questioni emergenti nel mondo accademico figura anche l’impatto dell’intelligenza artificiale, che sollecita una riflessione non solo sui metodi di ricerca e di insegnamento, ma soprattutto sulla dimensione propriamente umana della conoscenza, che nessuna tecnologia può sostituire.

La prolusione è stata affidata a Alessandra Smerilli, segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Il suo intervento ha proposto l’adozione di uno sguardo “ecologico-integrale”, capace di cogliere l’unità tra le diverse dimensioni della vita umana. Tale prospettiva, diffusa anche grazie all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, richiama una sapienza che considera la realtà come un insieme di relazioni: persone, società, economia, cultura e ambiente sono elementi intimamente connessi.
Per interpretare il cambiamento d’epoca in corso è necessario sviluppare un pensiero sapienziale capace di leggere i segni dei tempi. Richiamandosi alla Settima lettera di Platone e al racconto evangelico dei discepoli di Emmaus, Smerilli ha sottolineato come la sapienza maturi attraverso un cammino condiviso di ricerca della verità. Nella prospettiva cristiana essa trova il suo compimento nel Crocifisso Risorto, riconosciuto nella comunione e nella vita della Chiesa.
Una teologia vissuta nello stile dell’ecologia integrale si caratterizza quindi per il dialogo tra discipline, tra comunità cristiane e tra diversi ambiti del sapere. Questo spazio di comunione favorisce la ricerca della verità e consente alla riflessione teologica di confrontarsi con le sfide del presente, ascoltando insieme il grido della terra e quello dei poveri.

Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, gran cancelliere della Facoltà, ha evidenziato il legame essenziale tra teologia e vita. La riflessione teologica, pur mantenendo il rigore scientifico e l’interdisciplinarità, è chiamata a rimanere al servizio di una fede capace di dialogare con l’uomo contemporaneo; diversamente rischierebbe di ridursi a un esercizio puramente teorico.

Durante il Dies academicus è stato inoltre presentato il nuovo corso di alta formazione “Governare il futuro. Business sostenibile e visione etica per un mondo in transizione”, che prenderà avvio nel prossimo anno accademico. Il percorso formativo intende integrare competenze manageriali e prospettiva umanistica per preparare imprenditori e dirigenti attenti alla sostenibilità, alla finanza etica e alla responsabilità sociale.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la dottoranda Michela Berton, che ha richiamato l’importanza di sostenere la ricerca teologica. In un contesto globale complesso e interconnesso, una riflessione qualificata richiede risorse e collaborazione ecclesiale. Investire nella ricerca significa contribuire al dialogo culturale e offrire risposte significative alla crescente domanda di spiritualità nel mondo contemporaneo.