Con il 2026 la Riforma del Terzo Settore è entrata definitivamente a regime, e per gli enti di ispirazione religiosa che gestiscono attività di interesse generale — scuole, opere caritative, strutture sanitarie e assistenziali, attività educative — orientarsi tra le nuove regole fiscali e amministrative non è semplice. Per questo la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di rinnovare il proprio strumento di supporto a diocesi e parrocchie.
Un percorso che dura da anni
Il documento più recente non nasce dal nulla. La Segreteria generale della CEI, insieme a CISM e USMI, ha costituito da tempo un tavolo di lavoro con esperti di diverse discipline dedicato proprio alla Riforma del Terzo Settore. Da questo confronto erano già nati, nel 2022, alcuni modelli di regolamento per la costituzione dei “rami” ETS o Impresa Sociale degli enti ecclesiastici, e poi, nel gennaio 2024, una prima nota di indicazioni operative.
Nel giugno 2025 era stata pubblicata la prima versione organica del documento “Indicazioni operative sulla Riforma del Terzo Settore”, pensata per orientare diocesi, parrocchie e gli enti ecclesiastici a esse collegati. Ora, a maggio 2026, quel lavoro è stato aggiornato e ampliato in un nuovo vademecum.
Le novità che hanno reso necessario l’aggiornamento
L’aggiornamento non è solo una formalità: recepisce due interventi normativi recenti che incidono direttamente sulla gestione fiscale degli enti religiosi che operano nel Terzo Settore. Da un lato la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E del 19 febbraio 2026, dall’altro il decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186, che ha introdotto un regime specifico per il passaggio di beni strumentali dall’attività commerciale a quella non commerciale nei casi in cui cambi la qualificazione fiscale dell’attività svolta — una situazione tutt’altro che teorica per molti enti ecclesiastici che, costituendo un “ramo” ETS, si trovano a dover riclassificare immobili e beni utilizzati per le proprie opere.
Il risultato è il “Vademecum del Terzo settore – indicazioni operative per Diocesi e Parrocchie”, datato aprile 2026, ora disponibile come allegato sul sito dell’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici della CEI.
Perché è una notizia utile per chi gestisce un ente religioso
Per gli amministratori di diocesi, parrocchie, congregazioni e associazioni di ispirazione religiosa, questo aggiornamento è un punto di riferimento concreto in un momento in cui la riforma fiscale del Terzo Settore — passaggio da esclusione a esenzione IVA, nuove regole sul regime forfetario, adempimenti RUNTS — sta diventando piena realtà operativa. Avere uno strumento pensato appositamente per la specificità degli enti ecclesiastici, e periodicamente aggiornato in base agli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, permette di evitare errori di qualificazione fiscale e di affrontare con maggiore sicurezza scelte organizzative come la costituzione di un ramo ETS o la gestione separata del patrimonio destinato alle attività di interesse generale.
Fonte: CEI – Ufficio Nazionale per i problemi giuridici, Indicazioni operative sulla Riforma del Terzo Settore, 5 maggio 2026 — https://giuridico.chiesacattolica.it/indicazioni-operative-sulla-riforma-del-terzo-settore/