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Il Torso Belvedere, maestro silenzioso di Michelangelo

La tensione statica del busto marmoreo greco fu un modello per le figure della Cappella Sistina, tra cui il Cristo del Giudizio universale.

Il marmoreo Torso Belvedere, collocato attorno al 1503 nel Cortile delle statue in Vaticano da papa Giulio II, che ne era il proprietario già da cardinale, era una delle mirabili opere della civiltà greco-romana da cui Michelangelo trasse ispirazione per la sua attività creativa. Accanto ad altre celebri sculture, come il gruppo del Laocoonte (ritrovato nel 1506) e l’Apollo Belvedere, mostrava un modello di corpo che affascinò l’artista prediletto del pontefice, il quale, secondo le cronache, stava ore e ore in estatica ammirazione.

Come si legge su Vatican News, il frammento ellenistico, firmato dallo scultore ateniese Apollonios che visse nel primo secolo a.C., rappresenta probabilmente l’eroe greco Aiace Telamonio che medita il suicidio, in un momento della guerra di Troia in cui viene preso dalla follia quando Ulisse lo sconfigge e gli sottrae le armi di Achille. Ma nel passato è stato oggetto di varie interpretazioni (Dioniso, Eracle, Filottete, Polifemo) e comunque l’interesse di Michelangelo stava soprattutto nella tensione statica di quel busto potente e vigoroso. Giandomenico Spinola, curatore del Reparto di antichità greche e romane e responsabile del Dipartimento dell’archeologia dei Musei Vaticani, la spiega così:

«La statica associata alla tensione muscolare ai massimi livelli prevede una tensione psicologica, suggerisce una riflessione, un pensiero profondo e drammatico. Ciò su cui sta riflettendo lo rende teso. La tensione statica è infatti sempre stata attribuita a personaggi che hanno a che vedere con la morte o con la meditazione sulla morte.»

Questa tensione fisica e mentale, espressa nel marmo da Apollonio, la si ritrova in diverse figure dipinte nella Cappella Sistina da Michelangelo, oltre che in statue come i Prigioni e il Mosè. Gli ignudi della volta, plastici e muscolosi, sono quasi una diretta trasposizione del modello greco, seppure in infinite variazioni. Ma il loro gesto, il loro sforzo non sembra finalizzato a esprimere un pensiero profondo. C’è chi vede in loro l’agitazione e l’inquietudine dei pagani che non hanno conosciuto la Rivelazione e che, quindi, voltano le spalle alle scene bibliche affrescate lì accanto. L’accostamento più importante è però con il Cristo del Giudizio universale, il cui gesto è caricato di tensione e, quindi, di importanza proprio dalla potente resa muscolare.

Il Torso Belvedere è oggi custodito nel Museo Pio-Clementino all’interno dei Musei Vaticani, proprio lungo il percorso che conduce alla Sistina. Durante la visita, bisognerebbe fermarsi a guardarlo, così da capire il profondo legame con Michelangelo che di lì a poco si renderà manifesto nei suoi grandiosi affreschi.