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Ucraina, l’arcivescovo greco-cattolico ha inviato i sacerdoti a celebrare nei rifugi

Nel Paese la Chiesa ortodossa locale e quella filorussa si sono espresse contro la guerra, mentre il patriarca di Mosca rimane ambiguo.

«Crediamo che come dopo la morte arriva il giorno, dopo la morte la Resurrezione, anche dopo questa terribile guerra ci sarà la vittoria dell’Ucraina». È con queste parole che ieri il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina Sviatoslav Shevchuk ha incoraggiato i suoi connazionali dopo la terribile notte di bombardamenti di Kiev. Come riporta ACI Stampa, in un videomessaggio, dove è apparso con un volto provato ma sereno, egli ha annunciato che i sacerdoti sarebbero andati a celebrare nelle cantine e nei rifugi antiaerei (anche la cattedrale della Resurrezione ha messo a disposizione i propri sotterranei) e ha chiesto ai fedeli di partecipare alla liturgia domenicale, per festeggiare «Cristo risorto presente tra noi, presente in Ucraina». Nel videomessaggio del giorno prima, stando ancora ad ACI Stampa, l’arcivescovo Shevchuk aveva comunicato al suo popolo il sostegno di Papa Francesco e ringraziato i vescovi europei, concludendo il suo discorso con la richiesta al mondo di essere solidali con gli ucraini e di «non tacere, perché la parola salva, la parola costruisce il mondo, mentre il silenzio e l’indifferenza uccidono».

Come si legge su Famiglia Cristiana, giovedì scorso si è finalmente sentita anche la voce del patriarca di Mosca Kirill, il cui silenzio stava diventando assordante, ma il suo ambiguo messaggio di pace («Invito tutte le parti in conflitto a fare tutto il possibile per evitare vittime civili») ha evocato proprio le parole con cui Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina dal punto di vista storico e culturale («I popoli russo e ucraino hanno una storia comune secolare che risale al battesimo della Russia da parte del santo principe Vladimir»). Infatti, sempre Famiglia Cristiana scrive che il patriarca di Gerusalemme monsignor Pierbattista Pizzaballa, a Firenze per la seconda edizione del meeting di vescovi e sindaci dei Paesi affacciati sul Mare nostrum “Mediterraneo frontiera di pace”, aveva detto che la Chiesa russa «Non è silente, in realtà si è schierata dalla parte di Putin».

Afferma la medesima cosa SettimanaNews, dove si aggiunge che la Chiesa ortodossa russa non ha mai digerito l’autocefalia di quella ucraina, concessa dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo nel 2018. Sempre giovedì, come riporta AsiaNews, quest’ultimo ha avuto una lunga conversazione telefonica con l’arcivescovo della Chiesa ortodossa ucraina Epifanio, esprimendo il suo dolore per l’invasione armata russa e il sostegno al popolo ucraino che sta lottando per l’integrità di uno stato sovrano e sta subendo continue violazioni dei diritti umani. Anche la Chiesa ortodossa filorussa in Ucraina ha, con un po’ di sorpresa come dice SettimanaNews, condannato l’atto militare russo, con il vescovo Onufrio che ha dichiarato: «Difendendo fino all’ultimo la sovranità e l’integrità dell’Ucraina, ci appelliamo al presidente della Russia perché cessi immediatamente questa guerra fratricida».

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